rotate-mobile
Cronaca San Liberale

Ubriachi, pipì in strada e urla fino all'alba: un mese di chiusura anticipata per il Dema's Bar

Ordinanza del sindaco di Treviso, Mario Conte: serrande abbassate alle ore 18 per i prossimi trenta giorni a causa di schiamazzi, rifiuti abbandonati e deiezioni davanti al locale in zona San Liberale. Accolte le richieste dei residenti

Trenta giorni di chiusura anticipata per il Dema's Bar di San Liberale: è questo, in sintesi, il contenuto dell’ordinanza firmata lunedì 26 giugno dal sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha recepito una serie di segnalazioni arrivate in queste settimane a carico del locale e sfociate nella notte fra sabato e domenica con la presenza di decine di avventori che fino quasi all’alba hanno creato situazioni di grave disturbo alla quiete pubblica con i residenti che hanno allertato la polizia locale. Il locale dovrà quindi chiudere alle 18 a partire da oggi per trenta giorni consecutivi, misura che vuole prevenire le azioni di disturbo e inciviltà come quelle riscontrate: bottiglie rotte lasciate ovunque e pipì nei pressi della piazza dove si svolge anche il mercato settimanale. Il bar è già stato destinatario provvedimenti restrittivi a marzo 2022 (divieto di somministrazione alcol per 30 giorni dopo le ore 20) ad agosto 2022 (chiusura alle ore 20 per 15 giorni). Durante l’emergenza Covid, in base a una normativa non più in vigore venne chiuso per 15 giorni.

Dema's Bar-2

I commenti

«L’ordinanza è stata preceduta da una attenta e puntuale istruttoria che ha potuto accertare evidenti azioni di disturbo notturno su cui stiamo valutando, sotto il profilo penale, anche la denuncia - spiega il comandante della polizia locale, Andrea Gallo -. Ancora una volta sottolineiamo che i comportamenti della clientela non possono essere ignorati dagli esercenti che devono fare tutto il possibile per prevenire il disturbo notturno anche chiudendo anticipatamente il locale se la situazione risulta ingestibile. Sulla responsabilità dei titolari è intervenuta ancora una volta la Corte di Cassazione ribadendo questa forma di responsabilità oggettiva».

«Vogliamo garantire la vivibilità e il decoro del centro storico e dei quartieri e per questo è necessario il contributo di tutti, anche di chi gestisce i pubblici esercizi - conclude il sindaco Mario Conte -. Se nelle vicinanze di un locale si riscontrano rifiuti, bottiglie rotte e atti di inciviltà significa che non c'è alcun tipo di prevenzione da parte di chi lo gestisce, ben sapendo che è necessario fare tutto il possibile per mantenere l'ordine all'interno e all'esterno del pubblico esercizio.  Da nostra c’è la massima volontà di contrastare questo tipo di atteggiamenti e pertanto stiamo valutando anche la denuncia. A Treviso non esistono porti franchi: tutti devono rispettare le regole e il prossimo. Tolleranza zero, quindi, nei confronti di chi disturba, di chi lascia rifiuti, deiezioni e anche nei confronti di chi ha un atteggiamento e di chi tollera comportamenti che non hanno nulla a che fare con la civile convivenza». 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ubriachi, pipì in strada e urla fino all'alba: un mese di chiusura anticipata per il Dema's Bar

TrevisoToday è in caricamento