Traffico di droga, cinque arresti: sgominata banda italo-albanese

Operazione della squadra mobile di Treviso e Reggio Calabria e dei carabinieri di Como, coordinati della Procura Distrettuale di Venezia. In cella anche l'autore di un regolamento di conti in seno alla banda che portò all'omicidio di uno dei membri dell'organizzazione criminale

Parte del materiale sequestrato

Quattro arresti e dodici perquisizioni a Treviso, eseguite dalla squadra mobile di Treviso, ed un arresto a Como, da parte dei carabinieri del locale comando provinciale. Questo il bilancio di un'operazione che ha messo la parola fine ad un'organizzazione italo-albanese specializzata nello spaccio di sostanze stupefacenti non solo nella Marca ma anche nelle province di Venezia, Como, Lecco e Reggio Calabria, oltre che all'estero, in particolare in Albania, Romania, Germania, Inghilterra. L'indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Venezia, si è protratta per circa due anni e ha portato al sequestro di circa 350 Kg di marijuana, 270 grammi di cocaina, nonché sostanze dopanti ed anfetamine, e sono state tratte in arresto in flagranza di reato 8 persone.

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In manette un 61enne trevigiano, Antonio Rasera, oltre ad altri quattro cittadini albanesi, tra cui anche l'autore dell'omicidio di Besnik Metaj, 39enne albanese, residente a Conegliano (la maggio parte dei famigliari vive a Colle Umberto). Della provicia di Treviso sono  D.R.B, 38 anni,  B.P, di 43 anni e del 32enne D. I. Il cadavere di Metaj, completamente nudo e con evidenti fori di arma da fuoco alla tempia, venne ritrovato in un bosco del monte Cornizzolo a Eupilio, nel comasco il 6 aprile 2017. Lo straniero venne giustiziato (sembra con due pistolettate), in un vero e proprio regolamento di conti in seno alla banda, per questioni legate al mancato pagamento di una partita di sostanza stupefacente. L'autore è stato arrestato oggi, lunedì 8 giugno, dai carabinieri di Como: si tratta di un pluripregiudicato, parte della “locale“ di ‘ndrangheta di Erba (famiglia Varca–Crivaro), gia’ domiciliato a Koplik (Albania). Deve rispondere dei reati di omicidio e occultamento di cadavere e di detenzione e porto d’arma da fuoco illegale.

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