Traffico di cocaina, processo al via: imputato libero da tre anni per un errore del gip

Iniziato in tribunale a Treviso il processo a carico di A.C.N., trentenne nigeriano accusato di traffico di stupefacenti: era accusato di essere uno dei gangli dello spaccio nella Marca

Un'aula di tribunale

A piede libero malgrado sia accusato di essere un "grossista" del mercato della della droga perché il Tribunale del Riesame annullò l'ordinanza di custodia cautelare in carcere viziata da un presunto "copia e incolla" del gip Angelo Mascolo. Il processo a A.C.N., trentenne nigeriano accusato di traffico di stupefacenti, è iniziato ieri, mercoledì, e lui dietro alle sbarre c'è stato pochissimo. Gravità del reato e degli indizi, rischio di reiterazione e di fuga erano gli elementi su cui la Procura di Treviso, nell'autunno del 2016, aveva chiesto la misura restrittiva «Il giudice -scrisse il tribunale della libertà- non ha esplicitato la propria autonoma disamina degli elementi indiziari e dei motivi per i quali sono stati ritenuti rilevanti».

Il nigeriano era stato arrestato perché ritenuto uno dei gangli di una rete di spaccio di cocaina. Il difensore, l'avvocato Alessandra Nava, nella sua istanza al Riesame aveva chiesto la dichiarazione di nullità dell'ordinanza cautelare proprio per omessa motivazione, ritenendo "trattarsi di un provvedimento redatto con il sistema del cosiddetto copia-incolla sulla richiesta del pubblico ministero senza apporto motivazionale autonomo". Il Riesame, nelle motivazioni con cui ha annullato la custodia cautelare del trafficante di droga, scrive che "la contestuale lettura del provvedimento gravato e della collegata richiesta del Pm evidenzia come il giudice abbia riportato la valutazione delle emergenze di indagine a carico dell'indagato senza esplicitare la propria autonoma disamina degli elementi".

«Dopo aver riportato l'esposizione delle emergenze investigative -continua il provvedimento- il giudice ha riportato integralmente la valutazione operatane dal pubblico ministero nella sua richiesta, senza esplicitare il proprio autonomo percorso argomentativo. Ad analoga conclusione si deve pervenire anche con riferimento alle valutazioni sulla qualificazione giuridica dei fatti contestati, trattandosi di trasposizione integrale delle valutazioni dell'organo dell'accusa».

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La Procura, da parte sua, non chiese una nuova ordinanza pur potendolo fare, dato che l'annullamento era avvenuto "solo" per ragioni formali. Così per tre anni A.C.N. è rimasto libero. «Ma non è scappato -sottolinea il suo difensore- a processo siamo sicuri che la gravità dei fatti che gli vengono attribuiti verrà ridimensionata perché certamente non si trattava di un grossista della droga».

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