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Treviso, tutti i dubbi sull'eterologa senza la tracciabilità dei gameti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Oltre un centinaio di avvocati di famiglia oggi si sono riuniti a Treviso per la relazione della docente avvocato Stefania Stefanelli, una delle massime esperte in Italia sula eterologa, intervenuta nelle scorse settimane in audizione alla Camera dei Deputati

"Stabilire protocolli di sicurezza sulle analisi dei gameti prima del loro congelamento, per garantire la tracciabilità e tutelare la salute dei figli che nasceranno". E' questa una delle priorità emerse dal convegno AIAF (Associazione Avvocati diritto famiglia) tenutosi oggi a Treviso, al quale sono intervenute l'avvocato Luisella Fanni, già presidente nazionale dell'Aiaf, e la docente avvocato Stefania Stefanelli di Perugia, una delle massime esperte in Italia sull'eterologa.

"Il figlio che non conosce le sue origini non può sapere se i donatori dei gameti erano affetti da particolari patologie e quindi non può avere accesso alla medicina personalizzata - ha spiegato - e questo è fondamentale soprattutto nel caso delle malattie genetiche. In altri paesi d'Europa, come la Germania ad esempio, invece si può risalire all'identità del donatore, con il quale non c'è in ogni caso nessun legame parentale".

Il convegno, che conclude il ciclo formativo annuale dell'AIAF Treviso coordinato dalle avv. Gaudenzia Brunello, Vice presidente AIAF Veneto, e dall' avv. Francesca Collet, responsabile AIAF Sezione di Treviso, è stato seguito oggi da oltre un centinaio di partecipanti. "Al momento ci sono anche problematiche legate alla disciplina del codice civile, che stabilisce che chi partorisce è di fatto il genitore - ha aggiunto la dottoressa Stefanelli - tuttavia se questo tutela il minore, che non può essere disconosciuto dal genitore, non tutela invece il genitore stesso, che potrebbe essere disconosciuto dal figlio in quanto non il suo genitore biologico. E sulla ricerca dei genitori biologici si sta verificando di tutto, dai siti internet ai reality in televisione".

Nel Veneto sono ben 36 i centri medici pubblici e privati autorizzati ad erogare il nuovo trattamento. Sono gli stessi che la Regione ha già accreditato alla pratica di procreazione medicale assistita e la loro rete copre l'intero mappa delle province. In testa Venezia, Padova e Treviso con 7 poli ciascuno, seguiti da Verona (6), Vicenza (5), Belluno e Rovigo (2).

"Il quadro sia della omologa sia della eterologa è in costante aggiornamento. - conclude l'avv. Francesca Collet, responsabile AIAF Sezione di Treviso - Basti pensare che il TAR del Veneto nelle scorse settimane aveva annullato la delibera regionale veneta sul limite di età a 43 anni per le donne per poter utilizzare la fecondazione assistita eterologa nelle strutture pubbliche, a differenza dell'omologa a cui si può accedere con una età superiore e potenzialmente fertile. A questa se ne è aggiunta una l'altro ieri della Corte costituzionale che dichiara incostituzionale la legge nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità che legittimano l'interruzione volontaria di gravidanza".

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