Cronaca

Anche i volontari dell'Enpa di Treviso nella zona del terremoto

Si tratta di Francesca e Maria Paola Zanardo e Marinella de March che spenderanno il loro tempo per continuare l’opera di messa in sicurezza degli animali presenti ispezionando case e cantine pericolanti per recuperare e curare gli animali feriti dal sisma

TREVISO I volontari dell’Enpa, già dal 24 Agosto erano presenti nelle zone terremotate per dare aiuto alle popolazioni terremotate e ai loro animali. Da allora continuano a lavorare giorno e notte ed è di questi giorni, nell’ambito di garantire continuità all’operazione di supporto e salvataggio dell’associazione con il continuo ricambio del personale presente, che tre bionde volontarie dell’Enpa Trevigiana, a bordo dell’automezzo “Salva animali” in dotazione, sono partite per Norcia per dare il cambio ai colleghi che hanno già dato il loro prezioso e gratuito contributo.

Si tratta di Francesca e Maria Paola Zanardo e Marinella de March che spenderanno il loro tempo per continuare l’opera di messa in sicurezza degli animali presenti ispezionando case e cantine pericolanti per recuperare e curare gli animali feriti dal sisma. Finora i volontari dell’associazione ne hanno accuditi oltre mille nella prima fase d’agosto e altrettanti in questa seconda. Animali da reddito, da cortile e d’affezione, moltissimi di loro sono stati riconsegnati ai proprietari, altri sono stati adottati dalle forze dell’ordine, Carabinieri e Vigili del Fuoco, altri ancora affidati al canile Enpa di Perugia perché ceduti ad Enpa in via definitiva o temporanea, fino a quando cioè i proprietari non saranno in grado di occuparsi nuovamente di loro.

Tra i molti originali eventi, una menzione merita il recente caso di “Terremoto”, un cucciolo di Border Collie (nella foto con le volontarie), donato dal proprietario ai suoi salvatori e che verrà addestrato come cane da soccorso.

Oltre alle attività di monitoraggio e di soccorso sul territorio, i veterinari, volontari e Guardie Zoofile dell'associazione sono impegnati anche con interventi nelle strutture di accoglienza degli sfollati, finalizzati da un lato a migliorare la convivenza tra uomini e animali, dall'altro a fornire generi di prima necessità per i pet. Strutture che, nonostante gli appelli lanciati dall'associazione e condivisi dalla stragrande maggioranza dei cittadini, continuano in molti casi a chiudere le porte agli animali.

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