rotate-mobile
Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca

Tentata estorsione ai danni di un imprenditore, ecco la difesa degli indagati

Nei confronti di Tancredi Pagiaro e Fabrizio Camon, della scuderia Yas 14 (già Lazarus), la Procura intende chiedere il rinvio a giudizio. Vittima del presunto reato sarebbe un manager della Daiko di San Biagio di Callalta

«E' una questione che ha risvolti civilistici e in cui la tentata estorsione non c'entra veramente nulla». Marco Antonio Dal Ben, l'avvocato dei due indagati per tentata estorsione ai danni di un imprenditore trevigiano, tenta di smorzare sul nascere la portata dell'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Treviso e coordinata dal pubblico ministero Giovanni Valmassoi che ha chiesto il rinvio a giudizio di due persone, Tancredi Pagiaro e Fabrizio Camon, team principal e dirigente della scuderia padovana di macchina Gt Turismo Lazarus (recentemente diventata Yas 14), con l'accusa di tentata estorsione nei confronti di un manager del colosso trevigiano Diako, azienda metalmeccanica di San Biagio di Callalta, specializzata in saldature e molto attiva nel campo delle sponsorizzazioni sportive.

«I miei clienti - spiega l'avvocato Dal Ben - si sono in realtà avvalsi della facoltà, data dal codice civile, di ritenere la cosa (in questo caso una Lamborghini Huracan GT3, sequestrata nell'inverno del 2022, dissequestrata e poi nuovamente congelata sulla base di un provvedimento che adottava diverse motivazioni) al fine di spingere il debitore, in questo caso l'imprenditore trevigiano, a pagare il proprio debito consistente in fatture per le migliorie alla macchina, che era stata data alla scuderia con lo scopo di partecipare al Campionato Internazionale di Gran Turismo. Quello che ci viene contestato dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Treviso è il fatto che questi documenti fiscali sarebbero molto ravvicinati nel tempo ma c'è una spiegazione semplice per chiarire perchè sono stati chiesti soldi (l'accusa parla di fatture, evidentemente per prestazioni non dimostrabili, pari a 350 mila euro) in un periodo ristretto di tempo».

Secondo il legale Pagiaro, Camon e il manager, partner di lunga data, avrebbero avuto l'intenzione di costituire una scuderia ma dei problemi relativi alle quote societarie avevano fatto saltare l'affare e tra la Yas 14 (ex Lazarus) e l'imprenditore sarebbero sorti alcuni dissapori. «I miei assistiti - spiega l'avvocato - hanno quindi inviato le fatture relative ai molti lavori fatta alla macchina, che era nella disponibilità della scuderia, fra cui anche delle opere di miglioria. Il motivo per cui quel denaro non era stato chiesto prima era relativo ai rapporti che erano intercorsi fra i tre. Dal momento che la controparte non voleva pagare non voleva pagare, semplicemente Pagiaro e Camon  hanno deciso di tenere l'auto come "garanzia" per il saldo di quanto dovuto e lo hanno fatto in maniera del tutto legale. La Procura di Treviso ha intenzione di chiedere il rinvio a giudizio e affronteremo il giudizio certi di essere dalla parte del giusto».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tentata estorsione ai danni di un imprenditore, ecco la difesa degli indagati

TrevisoToday è in caricamento