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Cronaca

«Ti brucio la casa»: minaccia e taglieggia un 22enne, giostraio in cella

Arrestato dalla squadra mobile di Treviso, Joy Garbin, con vari precedenti alle spalle per furti e truffe: deve rispondere di estorsione e tentata estorsione continuata. A liberare dal giogo il giovane trevigiano è stata la madre che si è rivolta alla polizia

Da un lato gli assicurava "protezione dai bulli", di metterlo cioè sotto la sua ala protettiva, dall'altro lo minacciava pesantemente per farsi consegnare denaro e gioielli che era costretto a rubare ai genitori o ai nonni. E' in questo modo che un 22enne trevigiano, per oltre tre mesi, era stato letteralmente soggiogato da un coetaneo, finendo in uno stato di vera e propria "sudditanza psicologica": c'è voluto l'intervento della madre perchè questi incubo finalmente giungesse alla fine. La donna, accortasi degli ammanchi di denaro e preziosi a cui il figlio era costretto, ha deciso di rivolgersi alla polizia e al termine delle indagini della squadra mobile il giudice del tribunale di Treviso, Gianluigi Zulian, ha firmato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta del pubblico ministero Francesca Torri, che ha portato all'arresto del "bullo".

A finire in manette un giovane, ma già ben noto alle forze dell'ordine, malvivente: Moreno Garbin, 22enne residente a Treviso, con vari precedenti per furti e truffe. Garbin, conosciuto con il soprannome di Joy, deve rispondere dei reati di estorsione e tentata estorsione continuata. Gli investigatori hanno ricostruito pazientemente l'incubo vissuto dalla sua vittima, un coetaneo che lavora come collaboratore di un bar: il giovane è stato costretto a consegnare, in più occasioni, alcune migliaia di euro oltre a vari preziosi. Pur di ottenere quanto voleva, Joy si recava a casa della sua vittima anche di notte, citofonando, in barba ai genitori del ragazzo. «Ti brucio la casa»: ha detto in più occasioni. E ancora: «Sarò il tuo incubo, non ti lascerò vivere». Sono solo alcune delle espressioni usate da "Joy" per intimidire il 22enne, a cui il bullo aveva fatto credere che ci fosse una sorta di debito (ovviamente inesistente) da ripagare nei suoi confronti. Da ieri il malvivente si trova rinchiuso nel carcere di Santa Bona a Treviso.

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