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L'etilometro, l'incubo degli automobilisti sbronzi

L'etilometro, l'incubo degli automobilisti sbronzi

Etilometro non revisionato, viene assolto: era stato fermato con un tasso di 2,5 gr/l

Un 55enne trevigiano era andato a sbattere da solo contro un albero lungo Borgo Cavalli a Treviso: gli agenti della polizia rilevarono il tasso record. Oggi l'epilogo della vicenda in tribunale

Era abbastanza sbronzo da andare a sbattere da solo contro un albero lungo Borgo Cavalli a Treviso ma quando gli agenti della polizia intervenuti sul posto la notte del  29 maggio del 2016 lo hanno sottoposto all'alcoltest il risultato era quasi da record: 2,53. Per questo un 55enne residente a Treviso è finito a processo per guida in stato di ebrezza. Procedimento che oggi, mercoledì è rocambolescamente finito con una assoluzione. L'etilometro utilizzato infatti non era stato regolarmente revisionato e quindi il risultato del test non può essere considerato attendibile.

Un salvataggio sulla linea di porta, si potrebbe dire utilizzando una metafora calcistica, che è stata l'ultima carta giocata dal difensore dell'uomo, l'avvocato Maurizio Sbaiz del Foto di Treviso, dopo che a processo si era tentato di "incriminare" per quell'alcoltest da ubriaco fradicio il diabete di cui soffre il 55enne. «Una condizione -aveva sostenuto l'avvocato difensore- che causa il celebre "acetone", che fa sballare la lettura dell'etilometro». Ma una perizia disposta dal giudice aveva fatto a pezzi quella tesi. il consulente del Tribunale di Treviso aveva infatti chiarito che gli etilometri di nuova generazione sono in grado di fare la "tara" ed eliminare eventuali contaminazioni legate a particolari patologie. Poi il colpo di scena: quando il processo sembra avviarsi verso una condanna l'avvocato ha chiesto le certificazioni relative alla revisione dello strumento utilizzato. Che risulta non essere stato verificato.

Al giudice non è restato quindi che assolvere l'uomo, nei cui confronti scatterà solo una sanzione amministrativa ma che è riuscito a scongiurare la condanna penale e soprattutto la confisca del mezzo.

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