Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Ex caserma Piave, il sindaco: «Polemiche frutto di intuizioni giornalistiche, non danneggeremo nessuno»

Mario Conte replica alle indiscrezioni che volevano l'amministrazione comunale di Treviso intenzionata a non confermare, dopo la scadenza naturale del 2026, il comodato d'uso dell'immobile di via Monterumici

«E' una polemica frutto di quelle che io definisco “intuizioni" giornalistiche: abbiamo fatto alcune perizie ma riguardano la porzione che non è occupata da Open Piave. Non c'è alcuna volontà di danneggiare nessuno, anzi dal momento che l'ex caserma è diventata la casa delle associazioni sarò ben lieto di incrementarne il numero inserendone anche altre». Il sindaco di Treviso Mario Conte sembra voler spegnere sul nascere le polemiche relative al contratto di comodato d'uso di cui da anni usufruiscono sei associazioni (la Cooperativa Aills, l'associazione Moving School, l'associazione Caminantes che gestisce un dormitorio per senza tetto, la sartoria sociale XYz, il gruppo Occupiamoci di Treviso e l'associazione Don Durito, laboratorio del legno finalizzato alla produzione di giochi e arredi per bambini) e che in questi anni hanno lavorato per restituire a Treviso un luogo che invece era diventato simbolo del degrado. «La scadenza del contratto è il 2026 - ha detto il primo cittadino - per il momento la questione non è sul nostro tavolo».

Ma l'intenzione che Conte avrebbe palesato, quella cioè di verificare lo stato di attuazione degli accordi siglati con l'ex primo cittadino Giovanni Manildo ha scatenato l'allarme delle stesse associazioni, che oggi, 5 settembre, hanno convocato una conferenza stampa che si è tenuta proprio nei locali di via Monterumici. «Gli interventi già realizzati sono undici - hanno detto i responsabili del mondo associativo che compongono "Open Piave" - con un investimento, tra autofinanziamento e mutui bancari, di circa 300 mila euro su 700 mila euro previsti nel comodato d'uso. I lavori sono tutti regolarmente autorizzati, ci stupisce che il sindaco si chieda cosa è stato realizzato».

La conferenza stampa delle associazioni di Open Piave

«Il piano di recupero continua ed è rendicontato annualmente al Comune. Quello che ha creato un attimo di empasse è stata la pandemia: abbiamo chiesto, anche alla luce dell'aumento dei prezzi dovuto alla guerra, una estensione del limite del comodato d'uso e una dilazione del crono programma degli interventi. Un esempio? I bagni, recentemente completati, sono costati 25 mila euro ma avrebbero dovuto avere un costo di circa la metà. Questo è avvenuto nel novembre dell'anno scorso ma dobbiamo ancora ricevere una risposta. Tutte le amministrazioni stanno riconoscendo le circostanze e concedono più tempo, il comune di Treviso invece per il momento non dice nulla. Chi entra qui dentro sa cosa stiamo portando avanti. Noi ci sentiamo che quello che si fa all'ex caserma Piave è uno dei progetti più interessanti a livello italiano di commistione di attività legate al sociale».

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