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In mattinata alcune scolaresche hanno potuto vedere la Questura, la centrale operativa e i mezzi utilizzati dagli agenti trevigiani

In mattinata alcune scolaresche hanno potuto vedere la Questura, la centrale operativa e i mezzi utilizzati dagli agenti trevigiani

Caso profughi: "L’immigrazione non può essere concepita solo come emergenza"

Il Questore Tommaso Cacciapaglia interviene durante il discorso di celebrazione della Festa della polizia. Negli ultimi dodici mesi quasi 74mila telefonate giunte al 113

TREVISO Ben 128 arresti e 704 persone denunciate, 73.860 chiamate al 113, quasi 19mila veicoli controllati, oltre 18 kg di droghe poste sotto sequestro nel corso di indagini che hanno portato 97 persone ad essere arrestate e altre 332 a finire indagate. Sono solo alcuni dei dati forniti dalla Questura di Treviso nel corso della festa della polizia che si è celebrata oggi alla cittadella Appiani. Il bilancio reso noto dal Questore Tommaso Cacciapaglia nel corso del suo discorso ufficiale fa riferimento agli ultimi dodici mesi di attività della polizia trevigiana. Senza dubbio un'importante attività della Questura è quella che fa riferimento agli stranieri, attraverso il lavoro dell'ufficio immigrazione: in base ai dati sono 105.542 le persone non di nazionalità italiana presenti in provincia e di questi 11.183 vivono nel Comune di Treviso. Nell'ultimo anno sono stati emessi 41.511 permessi di soggiorno. Nel corso della festa della polizia sono stati premiati alcuni dei poliziotti in forza alla Questura di Treviso.

Ecco uno stralcio del discorso che il Questore ha pronunciato durante la cerimonia. "La questione dell’ordine pubblico, che è l’impegno maggiore e più delicato per il Questore, mi sembra di poter affermare in tutta coscienza che la situazione sia stata portata nell’alveo della normalità, in termini di assenza di criticità di piazza. E’ forte la presenza di una vasta area giovanile che manifesta il suo disagio attraverso momenti di aggregazione, sulle cui ragioni non spetta a noi pronunciarci. Siamo convinti comunque che la città esiga meriti rispetto per la sua civiltà e per l’affermazione di quel sentimento di legalità che pure ne pervade l’intera ossatura. In questo senso sono stati orientati i servizi di ordine pubblico diretti dai funzionari di Polizia con equilibrio, buon senso e capacità di mediare. Li elogio e li ringrazio, così come ringrazio gli ufficiali dei Carabinieri per il prezioso rapporto di collaborazione. E con tutti loro devo ringraziare gli uomini dei reparti specializzati in ordine pubblico, di Polizia e Carabinieri. Entro la fine di quest’anno prevediamo di avere nella nostra provincia una popolazione amministrata di circa 110.0000 stranieri. Di questi un buon 12% sono residenti in Treviso. Praticamente un decimo della popolazione. E nonostante l’impegno gestionale che tutto ciò comporta, oggi noi rilasciamo un permesso di soggiorno in 40 giorni. Ormai l’immigrazione non può essere concepita solo come emergenza. Si è strutturata e non deve più meravigliare. E’ una realtà da affrontare in sinergia con scelte politiche interne nell’Europa, anche per le influenze che essa può avere, come ogni fenomeno umano, sulla criminalità, comune ed organizzata.

Ai massimi livelli permane l’azione investigativa, per destrutturare, annientandole, le attività criminali che si annidano nel nostro territorio. Reati predatori, traffico di sostanze stupefacenti e prostituzione sono fenomeni che permangono anche nella nostra realtà, enfatizzati nella percezione delle persone perché associate ai rischi che comporta l’immigrazione clandestina. La diffusione della droga resta il fenomeno criminale di tipo associativo di maggior rilievo. E’ un crimine che contrasteremo sempre con maggiore decisione, mentre stanno emergendo fenomeni che ormai non sono più una novità: così come monitoreremo altri campanelli d’allarme sociale che pur non annoverati nelle fattispecie delittuose, o non sempre, come l’uso di alcool da parte dei giovani e l’influenza da gioco, costituiscono problematiche sociali con le quali ci confrontiamo in maniera crescente e che non possono essere più nascoste come la cenere sotto il tappeto. La prostituzione in strada si è contratta anche perché risente del pressante controllo del territorio di tutte le forze di Polizia. Ma anche in questo campo bisogna affrontare il problema in modo risolutivo. Auspichiamo in merito una legislazione moderna che possa governare il fenomeno e non portarla due isolati più in là. Il decremento dei reati predatori è un dato di fatto. Senza cercare alibi, sento di poter affermare che, per contrastare il fenomeno abbiamo dato risposte operative concrete, privilegiando e potenziando il sistema di controllo del territorio, in sinergia con gli analoghi servizi dei Carabinieri ed il concorso continuo della Guardia di Finanza e delle Polizie Locali. E questa volta, sono sicuro che mi permetterete di citare un dato ed infatti è l’unico dato che cito, nel primo quadrimestre del 2016 i reati in generale e quelli predatori sono diminuiti rispettivamente del 21% e del 15% rispetto ad analogo periodo del 2015".

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