Ex moglie e suoceri non gli permettono di vedere il figlio, arriva la stangata del tribunale

La sentenza a fabore di un papà 49enne residente a Zero Branco che dal 2014 ha potuto vedere il bimbo solo in occasione di visite mediche. L'ex moglie, una 37enne che ora vive a Roma, lo aveva denunciato per stalking

Il tribunale di Treviso

E' una stangata quella inflitta alla madre e ai nonni materni di un bambino che, dall'età di 5 mesi, non è più stato frequentato e per molto tempo neppure visto dal padre, un 49enne residente a Zero Branco. Non solo il giudice li ha infatti condannati per sottrazione di minore a pene più alte di quelle che erano state richieste dal pubblico ministero Gabriella Cama (1 anno e otto mesi di reclusione per la madre, due mesi in più delle richieste, 1 anno e 2 mesi per i nonni, anche in questo caso 2 mesi in più) ma non ha neppure applicato la sospensione condizionale. La vicenda è quella di un papà che ha la potestà genitoriale e il diritto di incontrare quattro volte alla settimana il figlio avuto da una relazione conclusasi con la separazione dei genitori conviventi pochi mesi dopo la nascita ma che dal 2014 ha avuto la possibilità di incontrare il bimbo solo in occasione di visite mediche. E questo perché la ex compagna, una 37enne che attualmente risiede a Roma, glielo ha di fatto portato via con la complicità dei genitori facendo di tutto per impedirgli di avere un rapporto con il bambino.

Tutti e tre erano stati indagati e poi rinviati a giudizio con l'accusa di sottrazione del minore che, dopo una istanza presentata dal papà, era stato affidato ai servizi sociali della Ulss 2 pur collocato presso la madre, che dopo la fine della relazione si era trasferita a vivere con i genitori sempre a Zero Branco poco lontano da quella che era stata la casa familiare. Lei aveva anche presentato richiesta di poter avere l'affido esclusivo, respinta dal Tribunale, e aveva successivamente denunciato più volte l'ex compagno per stalking. Da quei procedimenti penali lui, assistito dall'avvocato Giorgio Coppola del Foro di Venezia, è sempre uscito con proscioglimenti ma anche con la determinazione di continuare a battersi per poter stare con il figlio, tanto da chiedere al Tribunale dei Minori di Venezia che alla madre venisse revocata la potestà genitoriale.

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Dopo la decisione che affidava il bambino ai servizi sociali e dava tempi certi di visita al 49enne la donna e i nonni materni hanno deciso di trasferirsi a Roma, violando le disposizioni dell'autorità giudiziaria. Da quel momento per l'uomo è stato possibile incontrare il figlio solo in occasioni delle visite mediche sostenute dal piccolo, che è affetto da una forma di epilessia. Ieri la sentenza di condanna, che prevede anche una provisionale per risarcimento danni di 30mila euro per l'uomo, 30mila euro per il bambino (costituitosi parte civile tramite il padre) e 15mila euro per la nonna materna, che non ha praticamente più visto il nipote dal compimento del quinto mese.

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