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Cronaca Conegliano

Si finge agente della polizia, una 58enne finisce a processo

L'imputata avrebbe rivelato ai colleghi di essere del personale, sotto copertura, di un reparto speciale. Ma la storia sarebbe stata tutta una invenzione

Si era finta un agente di polizia, con tanto di distintivo, e aveva convinto numerose persone - che avevano appena cominciato l'attività lavorativa o stavano per forrmalizzare il proprio rapporto con una azienda di Conegliano -  a desistere. «Non ci sono le condizioni, vi faranno lavorare in nero come è successo a me senza darvi uno straccio di contratto». Le accuse contro la società si sarebbero rivalate vere, tanto che in molti hanno successivamente presentato una denuncia penale a carico dell'azienda. Ma quel tesserino di riconoscimento, riportante un'aquila eretta sormontata da una torre merlata (il simbolo della Polizia di Stato) era tarocco. Per questo una donna del coneglianese, 58enne, è stata denunciata ed è finita a processo con l'accusa di aver posseduto ed esibito segni distintivi contraffatti. 

L'imputata (difesa dall'avvocato Fabio Capraro) ad inizio estate del 2018, si sarebbe accorta che qualche cosa nel suo rapporto di lavoro non funzionava. Le promesse di assunzione che le erano state fatte dai titolari dell'azienda infatti erano tutte fasulle; e così aveva "sparso la voce" anche ad alcuni colleghi, a cui però, oltre alla verità che aveva scoperto. avrebbe detto di essere un agente di un reparto speciale della Polizia di Stato. Il processo è stato rinviato al prossimo 30 maggio: il giudice infatti, per togliersi ogni dubbio sulla provenienza del finto distintivo, ha fatto fare una perizia. 

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