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Cronaca

Iva non pagata e concorrenza sleale: sei persone denunciate

L'indagine della Guardia di Finanza ha portato alla denuncia di sei persone, tra loro anche un padovano residente a Trebaseleghe

L'accusa contestata dalla Guardia di Finanza di Padova è quella di frode all'Iva desunta dall'analisi del fatturato di una società padovana operante nel commercio di materiale plastico. Le Fiamme Gialle oggi, 12 luglio 2012 hanno dato esecuzione ad un'ordinanza emessa dal tribunale di Treviso che ha disposto il sequestro preventivo anche per equivalente, fino a concorrenza di quasi 600mila euro di beni e disponibilità finanziarie. Gli accertamenti e i sequestri hanno riguardato due società e i relativi amministratori. Nel dettaglio, il provvedimento cautelare è giunto a conclusione di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, che ha portato alla luce un complesso sistema evasivo, fondato sull’omesso versamento dell'Iva di una ramificata compagine criminale che utilizzava sei società, tutte operanti nella nicchia di mercato dei prodotti informatici.

L’attività è stata sviluppata mediante la consultazione delle banche dati, accurate indagini finanziarie, diverse perquisizioni eseguite a Padova, Latina e Pomezia, ma anche con l’esame del materiale informatico sottoposto a sequestro, consentendo di fornire all’autorità giudiziaria un solido quadro probatorio in ordine all’esistenza di un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti, emesse e ricevute dalla società patavina, poi trasferitasi a Treviso, amministrata da un soggetto con precedenti di polizia per reati tributari, che risultava avere un unico fornitore estero di origine slovacca e un unico cliente italiano con sede a Latina. Allo stesso modo, la frode ha visto il coinvolgimento di un’altra impresa della provincia di Treviso, che si è avvalsa sempre del medesimo fornitore europeo per documentare fittiziamente i propri acquisti.

L'intervento dei militari del Comando Provinciale della Finanza di Padovaha permesso di disarticolare un meccanismo fraudolento, teso ad alterare il mercato del commercio dei prodotti elettrici, che venivano posti in vendita a prezzi oltremodo competitivi, grazie alla sistematica evasione dell’Iva gravante sulle operazioni commerciali poste in essere, così generando fenomeni di distorsione della concorrenza. Fermo restando che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza in relazione alla vicenda in esame sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria, nel complesso, sei amministratori di altrettanti soggetti economici tra cui uno di Trebaseleghe, per i reati di associazione per delinquere, emissione e utilizzo in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti per un imponibile di poco superiore a 4,2 milioni di euro.

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