Cronaca Selvana / Via Bibano

L'hotel "Carletto" di Selvana non diventerà un centro di accoglienza per profughi

La decisione è giunta decisamente dalla Prefettura di Treviso, ufficialmente per "motivazioni tecnico-giuridiche". I residenti erano scesi a manifestare contro l'arrivo dei migranti

Il sit in di protesta di alcune settimane fa contro l'arrivo dei migranti

TREVISO Era nell'aria ma ora è ufficiale: l'hotel "Carletto" di via Bibano nel quartiere di Selvana a Treviso non diventerà un centro di accoglienza per migranti: erano ben 138 quelli che avrebbero dovuto occupare le stanze della struttura alberghiera che aveva chiuso i battenti alcuni anni fa. Dopo le proteste del sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, e della stessa opposizione in consiglio comunale (un sit-in si era svolto di fronte all'hotel poche settimane fa) la Prefettura ha dovuto cedere annunciando che il sito non sarebbe adatto ad ospitare i richiedenti asilo per "motivazioni tecnico giuridiche".

Il comunicato ufficiale della Prefettura di Treviso. In considerazione delle numerose notizie diffuse in questi giorni sul tema dell’accoglienza, al fine di evitare un’informazione generica e non corretta, si precisa quanto segue: Il numero dei richiedenti asilo presenti in provincia alla data del 1 giugno è di 1.700 in 37 comuni. Per garantire la massima trasparenza e concorrenza si è proceduto per la copertura del fabbisogno di posti in accoglienza nel 2016 a ben tre procedure di gara il cui esito non ha mai consentito di trovare un numero sufficiente di posti in relazione alle esigenze reali.

L’ultimo bando per l’anno 2016 (pubblicato il 15 aprile 2016) ha previsto 830 posti derivanti da: quota residua di posti non assegnati con le precedenti procedure di gara; esigenze di garantire, per evidenti motivi di massima trasparenza e di piena concorrenza, la messa a bando dei posti attualmente in affidamento diretto e che quindi fanno riferimento a posti di richiedenti asilo già presenti sul territorio;
programmazione nuovi ingressi.

Le offerte pervenute sono state 334 – nettamente inferiori quindi rispetto alla domanda di 830 posti - di cui 162 per rinnovi di posti già in essere e solo 172 nuovi posti di cui 138 presso l’ex Hotel Carletto in Treviso. Al riguardo si precisa che è stata deliberata l’esclusione di tale offerta per motivi tecnico/giuridici. Quanto alle modalità di bando, si precisa che la Prefettura, com’è noto, è da tempo impegnata senza sosta nel ricercare le soluzioni indispensabili a garantire in primis la sicurezza dei cittadini mediante l’alloggiamento di tutti i richiedenti asilo in arrivo nella provincia, assicurando la migliore distribuzione “possibile” sul tutto il territorio provinciale.

In tale direzione viene costantemente sollecitato l’impegno di tutti i soggetti istituzionali a condividere un percorso strategico finalizzato a garantire un’equa distribuzione in tutti i Comuni, in misura proporzionata alle possibilità di ciascuno, in modo da evitare modalità di accoglienza concentrata solo in taluni. Tale problematica d’altronde è direttamente legata alle carenze di posti disponibili e pertanto può e dev’essere risolta superando con urgenza, atteso l’incrementarsi degli arrivi nel nostro Paese,  la carenza di disponibilità registrate sui territori che non solo non consente di realizzare una spalmatura equa in tutti Comuni, ma soprattutto non consente la copertura di tutto il fabbisogno necessario a fronte degli ingressi in atto.

Preme sottolineare, per una migliore comprensione del fenomeno ed evitare allarmismi, che i richiedenti asilo sono sottoposti a screening sanitari ed alle necessarie procedure d’identificazione e che possono inoltre positivamente contribuire a servizi di pubblica utilità nei Comuni a titolo completamente gratuito anche sul piano assicurativo (sfalcio dell’erba, pulizia dei fossi ecc.).

Si segnala comunque, nella consapevolezza della necessità di promuovere la massima distribuzione proprio nei Comuni dove allo stato non ci sono centri di accoglienza, non potendo fino ad oggi escludere alcuni EE.LL. per le citate esigenze di rinnovo dei posti già in essere, ha già introdotto innovativamente nel bando di gara dello scorso aprile un coefficiente di favore per promuovere le offerte proprio in quelle realtà locali ed è già da tempo in corso di predisposizione un ulteriore bando con il quale si punta a porre dei limiti di capienza ai centri escludendo, laddove possibile, i Comuni che hanno già quote significative di presenze.   

Si conferma la necessità che tutte le realtà locali ed il mondo del Terzo settore, in un quadro di pragmatismo e responsabilità, siano pronte a concorrere all’accoglienza che, si sottolinea, è necessitata dalle disposizioni di legge internazionali vigenti, per garantire che in ogni territorio comunale possa essere equamente distribuita la presenza dei richiedenti asilo con il minimo impatto possibile per le comunità locali.

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