La figlia "segreta" dell'imprenditore: a 46 anni scopre chi era il vero padre

Il tribunale di Treviso, grazie a numerose testimonianze, è giunto alla pronuncia giudiziale di paternità nei confronti dell'uomo che si è sempre rifiutato di essere sottoposto al test del Dna

Un test del Dna

Un segreto lungo 40 anni e finalmente svelato: il padre presunto non è il genitore biologico perché il papà, di fatto, è un uomo con cui la madre ebbe una relazione prima ai tempi della scuola superiore, poi nei primi anni '70 e durata un paio di anni. Fin qui una storia di segreti e tradimenti come tante, non fosse per il fatto che lui è un notissimo imprenditore trevigiano, proprietario di famose torrefazioni e di un altrettanto noto birrificio. A 16 anni della "verità rivelata" il frutto di quell'amore clandestino, una donna che oggi ha 46 anni, ha ottenuto dal Tribunale di Treviso il riconoscimento giudiziale del proprio lignaggio. 

Tutto inizia nel 1974, anno in cui A.B., la donna protagonista della vicenda, viene alla luce. Ufficialmente è figlia di M.P.C. e G. B, convolati a giuste nozze nel 1967 ma quello è anche il periodo in cui i due avevano attraversato un periodo di crisi, iniziato dopo la nascita della primogenita e sorella di A.B. Crisi profonda e irrimediabile durante la quale la signora trova conforto tra le braccia di lui, vecchia fiamma dei tempi liceali. Due anni di amore e passione confermati da numerosi testimoni, secondo i quali l'uomo frequentava l’abitazione della donna andando «a prenderla a casa con la sua autovettura azzurra molto particolare». E di quell'amore pare fosse a conoscenza persino la famiglia di lei. Ma gli anni passano, i due come succede spesso a quell'età si lasciano e ciascuno trova un partner con cui si sposa. Il matrimonio di lui dura però solo pochi mesi: è il 1972 quando intenta alle moglie una causa davanti la Tribunale della Sacra Rota, che annulla l'atto nel 1978. «Non mi conosci? Sono l’amico intimo di tua cugina» è la rivelazione che il giovane rampollo di buona e soprattutto ricca famiglia fa alla cugina di M.C.P.. Il periodo è il 1973 e i due si sono rivisti nelle calde notti estive in quello che, allora, era il parterre della "Treviso Bene", cioè l'ippodromo di S. Artemio. E A.B. è già stata concepita. «Sapevo che in allora mia cugina non aveva rapporti intimi con il marito - racconta la cugina - dal quale si stava separando. Lui non mi ha espressamente detto di essere il padre del bambino che mia cugina portava in grembo, ma che a fronte di ciò poteva ritenersi sottointeso».

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E' il 2010 quando la nostra protagonista, che lavora come maestra, conosce la verità. Nel giugno 2011 richiede a quello che aveva sempre chiamato "papà" la disponibilità ad eseguire un test del DNA è il risultato è inequivocabilmente che non è suo padre biologico. Il vero padre invece, che ha trascorso gran parte della sua vita senza voler sapere nulla della figlia, immotivatamente non ha voluto non solo sottoporsi al prelievo del campione biologico, ma non ha neppure acconsentito all’acquisizione della documentazione da reperire a tal fine presso Enti pubblici e privati. Tutto ciò, unito dalle numerose testimonianza acquisite in causa, porta alla pronuncia giudiziale di paternità. Il giudice ha inoltre ordinato all’Ufficiale dello Stato Civile di procedere all'annotazione, autorizzando A.B.ad aggiungere il cognome del padre al proprio.

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