Cronaca

Caso Bim - Veneto Banca, inizia il processo a carico di Vincenzo Consoli

A presentare la denuncia era stato Pietro D'Aguì, ex amministratore delegato della Banca Intermobiliare, che ha ripercorso le tappe che hanno portato alla fusione della banca d’affari con Veneto Banca

Vincenzo Consoli è processo a Treviso per truffa

Azioni di una società  comperate senza esborso di denaro ma concambiate con la cessione di titoli di Veneto Banca che però erano sopravvalutati  e furono riacquistati solo in parte. E' iniziato oggi - martedì 17 novmbre -  a Treviso il processo che vede sul banco degli imputati per il reato di truffa l'ex ad di Veneto Banca, Vincenzo Consoli.

A denunciare Consoli era stato Pietro D'Aguì, parte offesa insieme a Claudio Giovannone, legale rappresentate della Mavass Di Torino. L'ex amministratore delegato della Banca Intermobiliare, società quotata in borsa, ha ripercorso le tappe che a partire dal giugno 2008 hanno portato alla fusione della banca d’affari con Veneto Banca, operazione che l’istituto trevigiano pagò con azioni proprie. Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 Bim, si legge nella denuncia, cercò di uscire per strategie non più condivise e decise la messa all’incasso delle azioni di Veneto Banca. Ma la Popolare, secondo la querela, non ottemperò a tale richiesta.

Secondo D’Aguì l’acquisizione di Bim, avvenuta appunto con contropartita di azioni Veneto Banca, fu «organizzata e compiuta anche per concambiare azioni “sopravvalutate” che da un giorno all’altro avrebbero potuto perdere parte del loro valore». In sostanza, stando alla ricostruzione dell'ex ad di Bim, ci fu la sostituzione di azioni Veneto Banca con beni di sicura consistenza. «È mia convinzione che tutte le operazioni e gli accordi stipulati con Consoli a partire dal 2008 ... siano stati accompagnati dalla volontà di ottenere utilità per la banca con l’inganno, corrispondendo in cambio di azioni Bim, azioni Veneto Banca e sottacendo la circostanza che le condizioni economiche e finanziarie della banca non erano quelle che apparivano dalle comunicazioni di mercato», scrive D’Aguì prospettandola truffa. 

Il giudice Francesco Sartorio ha deciso di astenersi dal giudizio perché la moglie già si occupa di questioni relative alla ex Popolare. Il processo riprenderà il prossimo 7 dicembre con il giudice Leonardo Bianco.

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