Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Insegue e tenta di speronare la macchina di una donna, 30enne a processo

Eduard Gjini, 30enne albanese residente a Treviso, è finito a processo per violenza privata. Il 28 novembre del 2017 avrebbe cercato di far finire fuori strada, lungo il Put di Treviso, la vettura di una romena di 42 anni, attualmente in carcere accusata di essere capo, promotore e organizzatore, con altre tre persone, di una associazione a delinquere finalizzata alla vendita fittizia di auto di lusso

Un albanese è a processo per violenza privata ai danni di una donna romena

Sarebbe stato un inseguimento in pieno stile lungo il Put di Treviso, con manovre repentine per sfuggire alla macchine che la seguiva e soprattutto tese ad evitare di essere mandata fuori strada. Di questo E.C., una donna romena di 42 anni, accusa l'albanese Eduard Gjini, 30enne, residente a Treviso, finito a processo per violenza privata.

I fatti si riferiscono al 28 novembre del 2017 quando Gjini, che al tempo stava scontando una pena agli arresti domiciliari con un permesso per effettuare delle visite mediche, avrebbe incrociato in auto la donna romena lungo la circonvallazione esterna di Treviso. Fra i due ci sarebbero stati, nelle ipotesi della Procura, dei conti da saldare: la donna infatti, due anni prima, aveva denunciato il 30enne e suo fratello, con cui aveva appena concluso un relazione sentimentale, per sfruttamento della prostituzione. Ma delle accuse della Cracin non ci sarebbe riscontro nelle riprese delle telecamere di sicurezza che praticamente riprendono tutto il percorso compiuto dai due veicoli.

La romena è da un mese reclusa nel carcere femminile della Giudecca a Venezia, accusata di essere "capo, promotore e organizzatore", insieme ad altre tre persone, di una associazione a delinquere finalizzata alla vendita fittizia di auto di lusso che avrebbe fruttato oltre mezzo milione di euro.

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