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Un agente della Polizia Locale di Treviso

Un agente della Polizia Locale di Treviso

Semina il panico con un machete, il giudice lo rimette in libertà

Un 42enne di origine cingalese aveva tentato di colpire un giovane nigeriano con la grossa lama. Nell'udienza di convalida è emerso che l'uomo, incensurato, che aveva bevuto molto

E' stato rimesso in libertà il cittadino dello Sri Lanka arrestato sabato mentre seminava il panico con un machete nella zona dei giardinetti di S. Andrea con l'accusa di aver opposto resistenza durante l'arresto oltre che per oltraggio a pubblico ufficiale e minaccia. Stamattina l'uomo, 42enne, si è presentato davanti al giudice per la convalida. «Mi scuso, sono mortificato, ho bevuto molto e non so cosa sia successo, sono addolorato per quello che ha fatto al ragazzo di colore che neppure conosco» ha detto nel corso dell'udienza per direttissima, rinviata al prossimo marzo.

Secondo la ricostruzione dei fatti  l'uomo, divorziato e al momento senza lavoro, sarebbe andato su tutte le furie per un apprezzamento alla figlia che era con lui. Ha inseguito un giovane nigeriano fino sotto ai portici di via Zorzetto, dal lato del supermercato Pam  mentre nel frattempo le sirene delle pattuglie dei carabinieri e della polizia locale si avvicinano alla zona di piazza Borsa. Gli agenti della locale  bloccano via Zorzetto dalla parte dell’ingresso del Pam mentre in Riviera Santa Margherita una pattuglia dei carabinieri sbarra la strada dalla parte del ponticello su Sile.

«Ti ammazzo musulmano - urla al ragazzo di colore  - non voglio che mia figlia si sposi con un jihadista, ti faccio a pezzi, se mia figlia sposa un musulmano la faccio a pezzi» e tenta di rincorrerlo e di colpirlo con il machete. Alla fine le forze dell'ordine riescono a  immobilizzarlo e disarmarlo. 

E' a questo punto che il cingalese sarebbe uscito dai gangheri, evidentemente sotto gli effetti dell'alcol. «Vi taglio la gola, vi ammazzo, vi faccio a pezzettini anche voi, che c...volete da me» urla a due agenti della Polizia Locale. Non contento il 42enne continua: «Togliete la divisa e poi vediamo chi sai....dai vediamo, da uomo a uomo...Vi faccio a pezzi...quando vado a casa ammazzo mia moglie e faccio a pezzi mia figlia». Nel frattempo la ragazza, seduta sulla ringhiera dei giardinetti in stato di agitazione  viene riportata alla calma. «Cosa succederà a mio padre?» ha continuato a chiedere ai carabinieri. 

Il giudice ha convalidato l'arresto e disposto che l'uomo, incensurato, possa tornare in libertà. Il pubblico ministero Valeria Peruzzo aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, cosa c cui si è fermamente opposto il legale del 42enne, l'avvocato Luigi Torrisi.

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