"Il lavoro di Fanpage spiega molte cose sull'accoglienza dei richiedenti asilo"

Gigi Calesso: "Le condizioni di vita dei richiedenti asilo sono insopportabili e diventa ancora più chiaro che l'accoglienza diffusa è la soluzione migliore"

TREVISO Richiedenti asilo che "si lamentano" per la qualità del cibo o per il freddo dove dormono? Altro che profughi che disprezzano quello che ricevono, la spiegazione è tutta nel capitolo reso pubblico ieri dell'indagine di Fanpage perché: "Gli butti lì la roba, li lasci che si comportino come vogliono, metti il riscaldamento al minimo, te ne sbatti ampiamente le balle...".Diventa chiaro, alla luce di queste parole, perché in troppi "centri di accoglienza" le condizioni di vita dei richiedenti asilo sono insopportabili e diventa ancora più chiaro che l'accoglienza diffusa è la soluzione migliore perché rende più difficili e meno redditizie queste vere e proprie speculazioni sulla pelle dei disperati.

Per evitare che questo tipo di situazioni possa verificarsi nel nostro territorio un ruolo può svolgerlo anche l'amministrazione comunale, come ho proposto già molti mesi fa. La presenza di numerose strutture di accoglienza dei richiedenti asilo gestite da soggetti privati impone, a mio avviso, che l'amministrazione comunale individui gli strumenti necessari per verificare quali siano le condizioni di vita i questi centri, quali sono i servizi erogati ai profughi e quali sono le possibili iniziative per favorirne l'integrazione nel territorio. E' ben vero che tali strutture sono gestite da operatori privati sulla base di una convenzione con il Ministero dell'Interno ma l'amministrazione cittadina non può esimersi da responsabilità rispetto a questi centri sia per quanto riguarda le condizioni di chi vi è ospitato sia per migliorarne l'impatto rispetto al tessuto sociale della città.

Un "precedente" positivo in questo senso è stato stabilito nei giorni scorsi dalla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la Prefettura di Firenze, l'Unione dei Comuni del circondario dell’Empolese Valdelsa e gli undici Comuni aderenti (capofila Empoli) che prevede, appunto, la possibilità per i Comuni di svolgere autonomamente sopralluoghi nei centri di accoglienza. Prefetto e Sindaci hanno siglato l'atto che mira a migliorare la cooperazione per la gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo sulla base di tre impegni condivisi:

1) collaborazione nella individuazione dei luoghi in cui creare i centri di accoglienza straordinaria nel territorio dell’Unione di Comuni, sulla base dei criteri di riparto già stabiliti a livello di Città Metropolitana di Firenze;

2) possibilità di effettuare verifiche attraverso autonomi sopralluoghi da parte dei Comuni (oltre a quelli svolti insieme alla Prefettura) per verificare la qualità dei servizi erogati ai profughi, da quelli basilari (alimentazione, vestiario) a quelli necessari per la richiesta dello status di rifugiato (assistenza legale) e per l'inserimento nel nostro Paese (insegnamento della lingua italiana, mediazione culturale, informazione sui servizi presenti nel sul territorio).

3) organizzazione di iniziative in comune per l’integrazione sociale dei profughi. Poiché l'amministrazione cittadina di Treviso non ha mai mancato di collaborare con la Prefettura nell'affrontare le emergenze legate all'accoglienza dei richiedenti asilo la sottoscrizione di un analogo protocollo permetterebbe di valorizzare nel modo migliore questa disponibilità, sia per quanto riguarda le condizioni di vita dei richiedenti asilo che l'integrazione nel territorio.

Gigi Calesso

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