Incassava la pensione del figlio morto in casa, donna verso il rinvio a giudizio

Giovanna Di Taranto, 73enne residente in Via Castellana a Treviso, aveva vegliato il corpo per nove mesi durante i quali però ha anche continuato a incassare la pensione di invalidità di 900 euro del figlio disabile

E' arrivato il rinvio a giudizio dopo la macabra scoperta

Occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato. Questi sono i reati di cui dovrà rispondere Giovanna Di Taranto, la donna di 73 anni, originaria di Milano ma residente in Via Castellana a Treviso  che per un nove mesi aveva continuato a incassare la pensione di invalidità di 900 euro del figlio disabile, Vittorio Chies, che nel frattempo era morto. Il cadavere dell'uomo, ormai mummificato,  era stato lasciato adagiato a letto e abbandonato alla decomposizione. In tutto si tratta di una cifra intorno ai 9 mila euro. Il pubblico ministero Davide Romanelli, chiuse le indagini, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per la donna.

La raccapricciante scoperta era stata fatta dagli agenti della polizia di Treviso che intervennero su richiesta della figlia dell’anziana Quest'ultima, che vive nel capoluogo lombardo, era preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto, sollecitata anche dall'amministratore del condominio che riceveva lamentele dei residenti per cattivi odori provenienti dall'appartamento, con la madre che era stata lasciata, da tempo, sola a seguire il figlio disabile. I poliziotti, entrati in casa, avevano trovato oltre al cadavere del 50enne, la madre in stato confusionale e un'abitazione ridotta oramai ad una discarica di rifiuti ed escrementi.

Ma le indagini della squadra mobile di Treviso hanno portato alla luce un'altra drammatica verità: la 73enne, dopo la morte del figlio, aveva in realtà continuato a ritirare personalmente, grazie ad un'apposita delega,  l'assegno di 900 euro che era stato concesso al figlio come pensione di invalidità. In tutto si calcola che l'anziana, ora residente a Milano con la figlia, abbia intascato ben 9mila euro senza averne alcun diritto.
 

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