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Il palazzo di giustizia di Treviso

Il palazzo di giustizia di Treviso

Accusato di maltrattamento dalla moglie, si scopre che era lei a malmenarlo

Il processo a carico di un 43enne di Pescara, ha infatti portato alla luce fatti e circostanze mai emersi nel corso dell'indagine e che alla fine hanno rivelato una verità del tutto diversa

Manesco e ubriacone per la ex compagna che lo ha denunciato e anche secondo quanto emerso dalle indagini della Procura. Ma L.D., un 43enne di Pescara ma residente a Treviso, non è un orco. Il processo a suo carico, in cui, difeso dall'avvocato Stefano Pietrobon, doveva rispondere dei reati di maltrattamenti familiari e lesioni aggravate. ha infatti portato alla luce fatti e circostanze mai emersi nel corso dell'indagine e che alla fine hanno rivelato una verità del tutto diversa: a essere violenta era la donna. Era lui a subire le aggressioni, non il contrario; lui la vittima di pestaggi che scattavano ad ogni minimo litigio, lui quello che doveva sopportare le piazzate, le urla, le scenate che la compagna non avrebbe avuto nessun problema a scatenare il pandemonio persino in pubblico. Alla fine il 43enne è stato assolto dal giudice Michele Vitale "perché il fatto non sussiste".

Raggiunto anche da ben due ordinanze di custodia cautelare in carcere, perché dopo essere stato allontanato da casa era tornato a fare visita alla ex violando l'obbligo di girarle al largo e le avrebbe messo le mani addosso provocandole lesioni. L'episodio di violenza più eclatante di cui L.D. era stato accusato sarebbe avvenuto secondo quanto denunciato dalla donna il 28 febbraio di quest'anno, quando con una manata l'aveva centrata alla mandibola facendole saltare tre denti.

Dalle indagini della Procura esce un capo di imputazione molto pesante e nei confronti del 43enne viene disposto il giudizio immediato. "Dalle indagini - si legge nel decreto emesso dal giudice delle indagini preliminari Angelo Mascolo - emergono prove univoche ed attendibili a carico dell' imputato. Non emergono, d'altro canto, né indizi né tanto meno prove che possano condurre ad un' ipotesi alternativa". Ma il dibattimento invece riserverà una gran numero di sorprese. I testimoni citati dall'avvocato Stefano Pietrobon hanno raccontato infatti una storia diversa. Si tratta di colleghi di lavoro, conoscenti e vicini che hanno spiegato durante le loro deposizioni che quella violenta, nella coppia era lei.

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