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Gabriele Pellegrini, in arte "Dado"

Gabriele Pellegrini, in arte "Dado"

Manca la querela, si estingue la diffamazione al comico "Dado"

Nel 2015 Gabriele Pellegrini, note comico di Zelig, aveva ricevuto minacce e frasi diffamanti per un monologo comico sulla morte di Vittorio Casamonica. Fra queste il post del trevigiano Ronnie Levacovic, il cui reato è stato però dichiarato non procedibile

Aveva utilizzato lo pseudonimo di "Ronny Logan Pamela" per insultare pesantemente Gabriele Pellegrini, in arte "Dado", popolare comico del programma televisivo "Zelig", reo di aver pubblicato su Facebook una "piece" sul funerale di Vittorio Casamonica, capo dell'omonimo clan malavitoso di etnia Sinti morto a Roma. "Testa di c..., sei un dado a sei facce, ripeto sei una testa di c... infame" aveva scritto in un commento lasciato sulla bacheca dell'artista. Oggi Ronnie Levacovic, 24enne residente a Treviso, ha visto il procedimento aperto nei suoi confronti, in cui era accusato di diffamazione, estinto. Pellegrini non ha infatti presentato la querela nei suoi confronti e al giudice, chiamato ad esprimersi sull'opposizione a un decreto penale di condanna, non è rimasto che chiudere il processo.

Era il 2015 quando il funerale capitolino di Vittorio Casamonica aveva destato scalpore in tutta Italia per la sua smacchevole mancanza di sobrietà. Da quella vicenda, diversi comici e professionisti della satira nazionale avevano tratto ispirazione per una serie di sketch divenuti all'epoca molto celebri. Tra questi c'era la canzone scritta da Dado. All'epoca, il brano che ironizzava sulla morte del defunto capoclan aveva causato non pochi problemi al comico romano che si era visto recapitare a casa diverse minacce di morte da parte dei membri della comunità Sinti. Una burla, forse un po' troppo eccessiva, che aveva avuto anche uno strascico trevigiano.

Fra coloro che avevano insultato e minacciato nel 2015 il comico Dado c'era infatti l'allora 18enne Ronnie Levacovic. l ragazzo, anche lui di etnia Sinti, avrebbe rivolto insulti pesanti contro l'autore della macabra parodia sul social network Facebook. Un episodio che sembrava finito nel dimenticatoio, almento per il ragazzo trevigiano. Ma due anni dopo, nel 2017, è arrivata la denuncia per diffamazione presentata dal comico di Zelig e al giovane era stato notificato un decreto penale di condanna di ben mille euro. Il legale del giovane, l'avvocato Andrea Zambon, aveva subito fatto opposizione.

Il processo per diffamazione, durato oltre un anno, si è arenato però sulla mancanza di una querela presentata dalla parte offesa. Così Ronnie Levacovic ha potuto lasciare il tribunale di Treviso come se nulla fosse mai successo.

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