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Metalmeccanici: mercoledì 13 luglio 4 ore di sciopero, sit-in a Unindustria

I segretari generali di Fiom Fim e Uilm: “Intensificare la mobilitazione per arrivare a un buon contratto che riconosca giusti diritti ed equo salario”

TREVISO Continua la mobilitazione dei metalmeccanici della Marca. Mercoledì 13 luglio in programma 4 ore di sciopero in uscita dai turni di lavoro e un presidio alle ore 10:00 di fronte alla sede di Unindustria in Piazza delle Istituzioni a Treviso. Anche alla luce della positiva adesione all’ultima tornata di scioperi territoriali e aziendali registrata nelle realtà industriali trevigiane, per le sigle di categoria FIOM CGIL, FIM CISL e UILM UIL, contro le posizioni di Federmeccanica e Assistal e per un buon contratto collettivo nazionale, che riconosca salario e diritti dei lavoratori, “si vede indispensabile dare continuità alle iniziative di protesta e far crescere e intensificare ulteriormente la mobilitazione a sostegno del rinnovo contrattuale - spiegano i segretari generali Enrico Botter (FIOM CGIL), Antonio Bianchin (FIM CISL) e Stefano Bragagnolo (UILM UIL) -. Per questa ragione, oltre al blocco degli straordinari e della flessibilità, i 50mila lavoratori e lavoratrici trevigiani del comparto incroceranno le braccia ancora una volta mercoledì 13 luglio per 4 ore di sciopero in uscita da tutti i turni di lavoro”.

“Inoltre - aggiungono i segretari generali - alle ore 10:00 della stessa giornata è in programma un presidio di fronte alla sede degli industriali della Marca, al fine di sensibilizzare le realtà locali sulla necessità di procedere a un vero negoziato per realizzare un buon contratto nazionale che garantisca il potere d’acquisto del salario per tutti i metalmeccanici, qualifichi le relazioni industriali, estenda la contrattazione di secondo livello su tutti gli aspetti che compongono la prestazione lavorativa, migliori l'organizzazione e le condizioni di lavoro, introduca per tutti nuovi diritti di formazione, welfare, partecipazione e valorizzazione delle professionalità e tuteli tutte le forme di lavoro e l’occupazione. E, infine - concludono Botter, Bianchin e Bragagnolo - faccia ripartire gli investimenti e rilanci una vera politica industriale: questo è il rinnovamento che vogliamo e di cui c’è bisogno”.

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