Detenuto si uccide nel carcere di Santa Bona, indaga la Procura

Marco Antonio Fasan, 37enne veneziano di origini cilene, è stato trovato senza vita in una cella di isolamento. Si è impiccato con una felpa ma alcuni lividi sul corpo hanno indotto gli inquirenti ad aprire un'inchiesta

Il carcere di Santa Bona

La Procura di Treviso ha aperto un fascicolo d'indagine sulla tragica scomparsa, avvenuta lunedì scorso, di Marco Antonio Fasan, 37enne veneziano di origini cilene. L'uomo, soprannominato "Checco", è stato trovato senza vita in una cella di isolamento del carcere di Santa Bona dove si trovava a scontare una pena di un anno e quattro mesi di reclusione. Il 37enne si è impiccato, utilizzando la felpa di una tuta, ma alcuni lividi rilevati sul corpo e una mano, quella sinistra, fasciata per una ferita, hanno indotto gli inquirenti ad aprire un'inchiesta. Per questo motivo, su disposizione del pm De Dona', l'anatomopatologo Alberto Furlanetto eseguirà un esame autoptico sul cadavere dell'uomo. La fidanzata di Fasan, dopo aver dovuto riconoscere il cadavere del compagno, ha deciso di rivolgersi ad un legale, in particolare l'avvocato Mauro Serpico. Sembra che il 37enne, in cella per dei tentativi di rapina, fosse finito in isolamento dopo una violenta lite con i compagni di cella.

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