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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Mense ospedaliere e centri cottura controllati dai Nas: otto sanzioni emesse

Il monitoraggio ha riguardato tutta Italia ma in provincia di Treviso (il Ca' Foncello oltre ad altre strutture ospedaliere della Marca) le violazioni sono state fortunatamente lievi: alcune piastrelle rotte, vecchie zanzariere da cambiare, alcuni muri scrostati e un estintore scaduto

Ha riguardato anche la provincia di Treviso la campagna di controlli straordinari del nucleo Nas dei carabinieri che ha monitorato in tutta Italia mense ospedaliere, centri di cottura per alimenti e servizi di catering alle strutture sanitarie. In provincia di Treviso le violazioni sono state di lieve entità: in nove strutture (tra cui il Ca' Foncello e i principali ospedali della provincia oltre a due servizi esterni) in otto sono state trovate irregolarità e inadeguatezze igienico sanitarie tra cui piastrelle rotte e non sostituite, vecchie zanzariere, pareti scrostate. Una denuncia è scattata per un estintore che non risultava revisionato. Non sono state inflitte multe ma soprattutto prescrizioni.

I militari del nucleo Nas di Treviso, coordinati dal comandante Giuseppe Mercatali, hanno svolto accertamenti in otto strutture della provincia di Venezia e in sei nel bellunese: nel primo caso trovare sei non conformità (otto sanzioni amministrative per 4mila euro, dovuti principalmente a due casi in cui è stata trovata sporcizia e gravi carenze igieniche e ad una violazione alla normativa Haccp), nel secondo altre quattro (con altrettante sanzioni amministrative, tre delle quali per inedaguatezze igienico stutturali e multe per 6mila euro).

In tutta Italia chiuse sette cucine

Un quadro ben più grave quello emerso durante i controlli svolti a livello nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, in mense all’interno delle strutture ospedaliere e sanitarie, per verificare le condizioni igieniche e strutturali nonché l’attuazione delle procedure di sicurezza alimentare e la corrispondenza ai vincoli contrattuali delle ditte assegnatarie. I controlli hanno interessato 992 punti di cottura e preparazione pasti ubicati all’interno di altrettante strutture sanitarie, sia pubbliche che private: 340 di questi hanno evidenziato irregolarità, pari al 34%, con l’accertamento di 431 infrazioni penali e amministrative, per complessivi 230 mila euro di sanzioni pecuniarie, contestate a causa di violazioni nella gestione degli alimenti, nella mancata rispondenza in qualità e quantità ai requisiti prestabiliti dai capitolati d’appalto e dell’uso di ambienti privi di adeguata pulizia e funzionalità. Nel corso delle verifiche sono stati eseguiti anche numerosi tamponi di superficie e campioni per la ricerca di agenti patogeni e contaminanti sulle aree di maggiore rischio, quali superfici di lavoro, vassoi e acqua utilizzata per la preparazione dei pasti.

A seguito delle analisi di laboratorio, sono state individuate 5 risultanze di positività per la presenza di cariche batteriche superiori ai limiti ammessi. Tra queste, 4 sono relative alla presenza di batteri coliformi nell’acqua utilizzata per la preparazione di pasti, individuate dal NAS di Palermo presso un’azienda di catering di Agrigento, per la quale è stata disposta la sospensione dell’attività e la sanificazione delle cisterne utilizzate per lo stoccaggio dell’acqua. Un altro caso di non conformità è stato accertato dal NAS di Parma presso l’area cucina di una clinica, nella quale un tagliere per la lavorazione delle carni è risultato contaminato da una carica batterica superiore ai limiti di legge.

Nel medesimo contesto è stata disposta la sospensione dell’attività o il sequestro di 7 punti cucina, operanti all’interno delle mense ospedaliere e delle strutture sanitarie, a causa delle rilevanti carenze igienico-sanitarie e strutturali, come la presenza diffusa di umidità, le formazioni di muffe e l’infestazione di insetti ed escrementi di roditori. In particolare, il Nucleo di Milano ha chiuso le mense di un istituto geriatrico e di un ospedale di quel capoluogo poiché invase da insetti e blatte nei locali di preparazione cibo/lavaggio stoviglie, nel magazzino e nelle celle frigorifere. Analoga motivazione ha determinato la chiusura della mensa di una casa di cura accreditata di Napoli. Anche il NAS di Ragusa ha sospeso l’attività dei locali della cucina di un ospedale dove è stata accertata la presenza di roditori e loro deiezioni.

Sono stati altresì sequestrati oltre 400 kg di alimenti riscontrati in assenza di tracciabilità, scaduti di validità e custoditi in ambienti inadeguati nonché destinati all’impiego nelle pietanze sebbene di qualità inferiore a quanto previsto. Situazioni particolari hanno riguardato il deferimento all’A.G. di 9 gestori dei servizi-mensa ritenuti responsabili dei reati di frode ed inadempienze in pubbliche forniture, detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione ed inosservanze alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. La maggioranza delle infrazioni ha riguardato aspetti sanzionatori amministrativi come le carenze strutturali e impiantistiche dei locali impiegati alla preparazione dei pasti, la mancata attuazione dell’autocontrollo e della tracciabilità, elementi fondamentali per prevenire possibili episodi di intossicazione, ancor più significativi nelle fasce sensibili dei malati degenti.

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