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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Occulta cadavere del figlio e incassa la pensione, 74enne verso il patteggiamento

Giovanna Di Taranto, 74enne originaria di Milano ma residente in Via Castellana a Treviso per un nove mesi aveva continuato a incassare la pensione di invalidità di 900 euro del figlio disabile, Vittorio Chies, 50enne, che nel frattempo era morto

Il pubblico ministero Davide Romanelli ha chiesto il rinvio a giudizio per Giovanna Di Taranto, 74enne originaria di Milano ma residente in Via Castellana a Treviso  che per un nove mesi aveva continuato a incassare la pensione di invalidità di 900 euro del figlio disabile, Vittorio Chies, 50enne, che nel frattempo era morto. Il cadavere dell'uomo, ormai mummificato,  era stato lasciato adagiato a letto e abbandonato alla decomposizione. Le accuse sono quelle di occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato. Martedì 23 novembre si è tenuta la prima udienza preliminare, al termine della quale i due legali dell'anziana, gli avvocati Cristiana Polesel e  Maria Antoniazzi, avrebbero espresso l'intenzione di chiedere un rito alternativo. Probabilmente si va verso il patteggiamento, soluzione non sgradita al pm, che dovrebbe essere ratificato a maggio del prossimo anno.

La raccapricciante scoperta era stata fatta nl maggio del 2019 dagli agenti della polizia di Treviso che intervennero su richiesta della figlia dell’anziana. Quest'ultima, che vive a Milano, era preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto, sollecitata anche dall'amministratore del condominio che riceveva lamentele dei residenti per cattivi odori provenienti dall'appartamento, dove la madre era stata lasciata, da tempo, sola a seguire il figlio disabile. I poliziotti, entrati in casa, avevano trovato oltre al cadavere del 50enne, la madre in stato confusionale e un'abitazione ridotta oramai ad una discarica di rifiuti ed escrementi.

Nel periodo in cui Vittorio Chies era già morto, Giovanna Di Taranto si sarebbe comunque recata a ritirare personalmente, grazie ad un'apposita delega, l'assegno di 900 euro che era stato concesso al familiare come assegno di invalidità. La Procura addebita alla donna l'indebita percezione di 5 mila euro, l'equivalente incassato nel periodo in cui certamente Chies era morto. Ma secondo l'autopsia, che colloca il momento del decesso - avvenuto per arresto cardiaco - nell'estate del 2018, i mesi in cui il corpo è stato tenuto nascosto  sarebbero stati molti di più, tanto che una prima stima aveva stabilito che la Di Taranto si sarebbe intascata ben 9 mila euro.
 

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