rotate-mobile
Cronaca

Adesivi no vax sulle vetrine dei negozi del centro di Treviso, indaga la Digos

Andrea Penzo Aiello, Veneto Imprese Unite: «Ci riserveremo la possibilità di sporgere denuncia nelle prossime ore. Auspichiamo che il comune prenda subito posizione e si mobiliti per garantire la sicurezza dei nostri associati»

Nonostante la pandemia stia allentando la sua morsa e le restrizioni stiamo lentamente venendo meno, si registrano ancora raid da parte di persone vicine ai movimenti "no vax" e ai "no green pass" che nella notte tra giovedì e venerdì non hanno trovato di meglio da fare che appiccicare alcuni adesivi su diverse vetrine di negozi del centro storico di Treviso. "Vi dicono di fare i nazisti" recita la scritta sull'adesivo "e voi state ubbidendo". Il tutto corredato da svastiche e la classica W cerchiata, simbolo dei gruppi no vax che nei mesi scorsi, in provincia di Treviso, si sono resi protagonisti di diversi atti vandalici, soprattutto con scritte nei pressi di istituti scolastici. L'episodio è già stato segnalato alla Digos della Questura di Treviso che ha aperto un'indagine. L'auspicio è che attraverso le telecamere di videosorveglianza sia possibile dare un nome ed un volto ai malviventi.

«Ci è appena arrivata segnalazione da alcuni nostri associati di Treviso che alcune vetrine sono state imbrattate con adesivi novax che facevano riferimento al nazismo -ha commentato Andrea Penzo Aiello, di Veneto Imprese Unite- Le attività coinvolte per ora preferiscono rimanere anonime per evitare ulteriori ripercussioni. Come associazione però ci siamo subito mossi per segnalare la cosa alla Digos affinché compia le indagini necessarie ad individuare i colpevoli, oltre che al comune di Treviso per segnalare un gesto comunque preoccupante. Ci riserveremo la possibilità di sporgere denuncia nelle prossime ore. Auspichiamo che il comune prenda subito posizione e si mobiliti per garantire la sicurezza dei nostri associati».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Adesivi no vax sulle vetrine dei negozi del centro di Treviso, indaga la Digos

TrevisoToday è in caricamento