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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca

Scandalo criptovalute, libero su cauzione Giullini: «Pronto a risarcire»

L'avvocato salentino, uno dei soci fondatori di Nft, è stato scarcerato dalle autorità di Dubai. L'uomo si è detto pronto a versare 40 milioni di euro in favore dei truffati che avevano presentato la denuncia che aveva fatto scattare le manette ai suoi polsi. Irreperibile invece Christian Visentin

Nel giorno in cui si apprende che a Treviso si indaga anche per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, Emanuele Giullini, uno dei soci fondatori della New Financial Technology, la società di trading che operava in cryptovalute che è al centro una indagine internazionale per una truffa colossale – l'importo sfiora i 300 milioni di euro - perpetrata ai danni di circa 6 mila risparmiatori di vari paesi, è tornato ad essere un uomo libero. L'avvocato salentino, finito in manette giovedì scorso con l'accusa di "azioni contro la fiducia" e "tradimento"  e sottoposto al divieto di espatrio, ha infatti pagato la cauzione alle autorità di Dubai ma soprattutto si è detto disponibile a mettere sul piatto circa 40 milioni di euro per risarcire integralmente gli oltre 400 investitori (rappresentati dall'avvocato bellunese Paolo Patelmo) che avevano presentato la denuncia per effetto della quale era stato arrestato. Ma per effetto della riforma del diritto penale di Dubai il completo risarcimento delle persone offese comporta l'estinzione del reato. Potrebbe insomma rivelarsi solo una formalità l'esito della convalida, che vale anche come udienza preliminare, che si conoscerà soltanto la prossima settimana.

E' "giallo" invece su dove sia finito il trevigiano Christian Visentin, con Mauro Rizzato uno degli altri due vertici della Nft. Secondo le informazioni provenienti dal paese arabo sul 45enne sarebbe pendente un mandato di arresto e un divieto di lasciare il paese. Visentin, per bocca del suo legale, l'avvocato Paolo Gianatti, aveva palesato la sua intenzione di presentarsi spontaneamente alle autorità emiratine. O almeno questo gli aveva consigliato il difensore di Dubai. Ma Visentin avrebbe invece lasciato precipitosamente l'appartamento lussuoso sul lungo mare di Dubai in cui risiedeva e al momento nessuno sa dove si trovi.

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