Cronaca Sant'Antonino / Via Podgora

Investito e ucciso, individuati due dei tre pirati della strada

A un 31enne di Treviso e un 55enne di Casier notificati gli atti dell'indagine condotta dal pubblico ministero Anna Andreatta. Risulta invece irreperibile, probabilmente perché in fuga all'estero, un 40enne di Istrana. Per tutti l'ipotesi di reato è quella di omicidio stradale e fuga dal luogo dell'incidente

Luciano Paro

Omicidio stradale e fuga dal luogo dell'incidente. Sono queste le ipotesi di reato formulate dal pubblico ministero Anna Andreatta nei confronti di un 31enne e di Treviso e un 55enne di Casier, entrambi kossovari, che erano nella macchina pirata che ha investito Luciano "Ciano" Paro, il 76enne di Treviso falciato sabato 8 maggio in via Podgora a Treviso e morto poco dopo al pronto soccorso per un arresto cardiaco. I due hanno ricevuto la notifica degli atti da parte della Procura di Treviso. Il terzo uomo, il 40enne di Istrana, sempre del Kossovo, che presumibilmente si trovava alla guida della Golf bianca che ha centrato Paro, risulta invece irreperibile ed probabilmente scappato all'estero. Il 31enne e il 55enne, che sono rimasti nella Marca, saranno al più presto ascoltati dagli inquirenti. Da loro ci si aspetta una conferma innanzitutto su chi era al volante della vettura e poi chiarimenti sulla dinamica dell'incidente.

Luciano Paro in un primo momento non sembrava grave. L'anziano sanguinava da un piede, la caviglia che era rotta, ma era cosciente e in condizione discrete. Trasportato subito in ospedale, durante le cure del caso aveva accusato però un malore. Si è trattato di un arresto cardiaco che lo ha stroncato in pochi minuti. La tragedia era avvenuta sabato scorso intorno alle 19.15 nel quartiere di Sant'Antonino a Treviso. Luciano Paro, che era residente in zona, fu investito da un'auto, una Golf di colore chiaro, mentre si trovava in sella alla sua bici. Soccorso prima da alcuni passanti e poi dal Suem 118, il 76enne, una volta portato al Ca' Foncello, era entrato in una crisi cardiaca da cui non si è più ripreso. L'autopsia condotta oggi dal patologo Alberto Furlanetto ha detto che il decesso è stato causato dai politraumi che l'anziano ha riportato nello scontro e della loro conseguenze, fra cui appunto la crisi cardiaca.

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