Offende e poi si scusa, 24enne "graziato" dal giudice

A perdere le staffe è stato il giudice dell'udienza preliminare Angelo Mascolo "irritato" per la risposta data al momento di emettere la decisione su una opposizione all'archiviazione in un caso di sottrazione di minore

Camera di consiglio infuocata oggi a Treviso

Oltraggio al giudice. E' questo che ha rischiato oggi, giovedì 5 novembre, un giovane castellano al termine di una udienza in camera di consiglio per la discussione di una opposizione ad un procedimento di archiviazione.  A perdere le staffe è stato il giudice dell'udienza preliminare Angelo Mascolo "irritato" per la risposta data al momento di emettere la decisione. «Ma cosa fai? Come fai ad accettare che non stai neanche a sentire quello che abbiamo da dire?» ha sbottato l'uomo. «Identificatelo subito - ha detto il giudice Mascolo  - queste cose sono intollerabili». Ma poi il protagonista della vicenda  consigliato dal suo legale, l'avvocato Sabrina Favero, si è avvicinato al gip e si è scusato. «Vivo questa vicenda sulla mia pelle- si è giustificato - mi scuso per averla offesa».

La vicenda è relativa ad una opposizione alla richiesta, formulata dal pubblico ministero Francesco Torri, di archiviare una denuncia per sottrazione di minore. La storia è quella di una coppia che si lascia. Ma i due, un 24enne italiano e una donna polacca, coetanea, hanno una figlia piccola. Al momento della separazione lui non riesce più ad avere contatti con la piccola per un mese. E' letteralmente sparita e di lei non c' è traccia da nessuna parte. La madre, in realtà, è tornata in Polonia. Ed ha giustificato le sue azioni asserendo che il castellano è «minaccioso, violento, manesco e dedito all'abuso di alcol» e che se ne è andata per mettersi al riparo da quell'uomo che rappresenta, peraltro, un «pessimo modello di padre per la bambina». Ne sortisce anche una causa civile per l'affidamento della figlia da cui emerge che in realtà le accuse della madre sono strumentali e che la donna ha "instillato" nella figlia una immagine negativa del padre, tanto che viene decisa una gestione condivisa della piccola.

Ma ricevuta la querela e le controdeduzioni della difesa il pubblico ministero propende ancora per la tesi della "autotutela" della donna, che si era rivolta anche a dei centri contro la violenza sulle donne. Al momento di decidere il gip prende per buone le tesi della Procura e respinge l'opposizione. Il 24enne, evidentemente su di giri, alza la mano e proferisce la frase incriminate. Solo più tardi si avvicina al giudice è si scusa. Angelo Mascolo capisce la situazione e torna sui suoi passi. «Chi è il genitore più maturo - dice - deve avere pazienza...ci vuole pazienza con queste cose. La bambina crescerà e lei - spiega rivolto all'uomo - avrà tempo e modo di raccontare questa vicenda dolorosa  e di farsi capire".

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