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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Truffe nella vendita dei titoli, duemila e trecento azionisti contro i vertici di Veneto Banca

Si sono concluse oggi, 19 febbraio 2022, le costituzioni di parte civile all'udienza preliminare sul crac dell'istituto di credito. Secondo la Procura la banca erano tutti a conoscenza del fatto che la società si trovava in una situazione patrimoniale e finanziaria assai critica.e che il valore delle azioni era ampiamente sovrastimato di almeno il 40% quantomeno a decorrere dal 2012. Il danno netto provocato alla clientela viene stimato a 107 milioni e 572 mila euro

Si sono concluse oggi, 19 febbraio, le 2 mila e trecento costituzioni di parte civile all'udienza preliminare, che si svolge davanti al gup Piera De Stefani e in cui si affrontano le truffe che sarebbero state perpetrate dai vertici di Veneto Banca in relazione alla vendita delle azioni (tra il 2012 e il 2014) dell'istituto di credito, finito in liquidazione amministrativa coatta nell'estate del 2017.

Sul banco degli accusati ci sono Vincenzo Consoli - ex amministrare delegato e poi direttore generale di Veneto Banca -  già condannato in primo grado a quattro anni per ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto, Mosè Fagiani, all’epoca condirettore generale e responsabile area commerciale, Renato Merlo, responsabile della “Direzione centrale Pianificazione - Controllo”, Andrea Zanatta, funzionario preposto tra l'altro alla determinazione del prezzo delle azioni e Giuseppe Cais, che della ex popolare di Montebelluna era stato il responsabile della pianificazione. Nei loro confronti la Procura ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Chiesta invece l'archiviazione invece nei confronti del dirigente preposto alla redazione dei libri contabili societari Stefano Bertolo, dell'ex responsabile della Direzione Centrale Compliance Massimo Lembo, di Cataldo Piccarretta, che di Veneto Banca era stato il direttore dell'Area Mercato Italia e dell'ex presidente Flavio Trinca.

Secondo la Procura i vertici di Veneto Banca erano tutti a conoscenza del fatto che “la società si trovava in una situazione patrimoniale e finanziaria assai critica” eppure il valore delle azioni era ampiamente sovrastimato di almeno il 40% quantomeno a decorrere dal 2012. Il danno netto provocato alla clientela viene stimato a 107 milioni e 572 mila euro
 

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