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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Omicidio di Borgo Capriolo, depositato il ricorso contro la sentenza di primo grado

Oggi, 5 settembre l'atto è stato trasmesso alla Corte d'Appello dal difensore di Branko Durdevic, condannato a 29 anni di carcere per l'omicidio di Domenico "Joco" Durdevic e per due tentatoi omicidi. L'avvocato Alessandra Nava: «Chiediamo la riqualificazione del reato in omicidio preterintenzionale»

«Chiediamo la riqualificazione del reato in omicidio preterintenzionale». Lo ha detto l'avvocato Alessandra Nava che oggi, 5 settembre, ha depositato il ricorso in Corte d'Appello contro la sentenza che il 14 aprile scorso ha condannato il 37enne Branko Durdevic a 29 anni per l'omicidio del capo-clan dei rom di Treviso Domenico "Joco" Durdevic e per il tentato omicidio del genero della vittima Giampiero Petricciolo e della moglie di Joco Vera Olah. «La corte - ha spiegato il difensore - ha escluso la premeditazione e concesso le generiche, pur non riconoscendo le circostanze attenuanti dovute al fatto che Branko era profondamente segnato dalla continue minacce che veniva da Joco e i suoi familiari. Ma sono tutte cose che ci apprestiamo a far valere nel processo di secondo grado».

L'8 febbraio del 2021, in Borgo Capriolo, Domenico Durdevic venne centrato alla testa (ferita poi risultata mortale) sparato dalla pistole dal 37enne, che colpendolo di rimbalzo alla testa gli provocò una perdita di materia cerebrale. Nelle motivazioni del primo processo la Corte aveva motivato che deve essere scartata la premeditazione perché «l'imputato non ha attuato alcuna attività prodromica all'esecuzione dell'omicidio, che si è consumato in maniera del tutto estemporanea, in conseguenza della decisione della vittima di recarsi, unitamente a svariate altre persone e senza alcun tipo di preavviso, in Borgo Capriolo. Non essendo stata raggiunta la piena prova, al dì là dì ogni ragionevole dubbio, in ordine al momento in cui sarebbe maturato il proposito omicidiario poi portato a compimento dall'imputato, si impone quindi l'esclusione della aggravante della premeditazione».

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