rotate-mobile
Cronaca

«Adesso ti uccido»: la testimonianza choc del nipote della vittima del delitto di Fiera

Nel processo che vede 10 tra cittadini kosovari e albanesi imputati di concorso nell'omicidio di Ragip Kolgeci, avvenuto il 12 ottobre del 2022 davanti al bar "La Musa" di viale IV Novembre a Treviso, oggi 6 maggio ha deposto il nipote dell'uomo ucciso. Visionati anche due video tra cui quello relativo al fatto di sangue

«Adesso ti uccido». Questa è la frase che sarebbe stata detta da Afrim Manxhuka a Ragip Kolgeci. Una promessa che sarebbe stata mantenuta poco dopo: il 51enne kosovaro avrebbe colpito la vittima ad una gamba con una coltellata. Kolgeci, che sarebbe stato anche raggiunto da una sprangata inferta da Valmir Gashi, nipote di Manxhuka, sarebbe barcollato qualche secondo prima di stramazzare a terra e morire dissanguato.

A raccontare i momenti terribili dell'assassinio del 52enne, anche lui kosovaro, è stato oggi, 6 maggio, Lirim Kolgeci, nipote dell'uomo ucciso la sera del 12 ottobre del 2022 nel parcheggio antistante il bar “La Musa” di viale IV Novembre a Fiera. L'uomo lo ha riferito come testimone dell'accusa nel processo in cui Maxhuka (difeso dagli avvocati Luigi Fadalti e Mattia Visentin), Gashi (assistito dall'avvocato Mauro Serpico) e altri 8 tra cittadini kosovari e albanesi devono rispondere di concorso in omicidio, concorso in tentato omicidio e lesioni aggravate.

«Siamo arrivati alla “Musa” - ha detto in udienza e subito abbiamo trovato gli “amici” di Manxhuka che ci stavano aspettando armati. Ho visto Afrim che si è rivolto a mio zio minacciandolo di morte, poi ha usato il coltello che aveva in mano per colpirlo ad una gamba. Nello stesso tempo Ragip è stato raggiunto da una colpo inferto da Valmir Gashi con un oggetto simile ad una spranga, si è piegato su stesso ed è caduto. Sono corso in macchina a prendere un bastone per difendermi e proteggere Kastiot (il figlio di Kolgeci) perché volevano uccidere anche noi. Infatti sono stato raggiunto da una coltellata che mi ha costretto ad andare al pronto soccorso».

La giornata in aula era iniziata con la proiezione di due video, uno relativo al giorno prima dell'omicidio quando, in un bar di Viale della Repubblica, era scoppiata una rissa fra le due fazioni di kosovari, l'altro ripreso la sera stessa del fatto di sangue. La discussione avvenuta ventiquattrore prima che venisse perpetrato il delitto sarebbe nata da un credito vantato dal figlio della vittima nei confronti di un protetto da Manxhuka (550 euro), soldi che erano stati dati per ragioni personali e mai più restituiti. Ma sulle sfondo c'era anche la storia della gravidanza interrotta con un aborto, fortemente voluto dall'ex fidanzato, da parte di una delle tre figlie della vittima e avvenuto in Kosovo. Picchiato da Kastiot (costituitosi come parte civile insieme agli altri parenti di Ragip, assistiti dall'avvocato Fabio Crea) il giovane avrebbe contattato Afrim Manxhuka promettendogli del denaro se avesse ridotto il giovane Kolgeci su una "sedia a rotelle". Ma il 52enne avrebbe declinato l'offerta perché lui e il figlio di Ragip avevano in comune l'amicizia con il nipote Arsin.

L'udienza è poi proseguita con un altro video, relativo all'aggressione che ha portato alla morte di Kolgeci. Le immagini della telecamera di sicurezza in realtà non mostrano la scena dell'omicidio: si notano sullo sfondo delle persone arrivare in macchina (probabilmente il gruppo di cui faceva parte la vittima) e quattro individui che si alzano dai tavolini del bar che vanno incontro ai nuovi arrivati. Poi si vede un uomo con in mano una cosa molto rassomigliante ad una asta e uno che scappa velocemente all'interno del bar.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Adesso ti uccido»: la testimonianza choc del nipote della vittima del delitto di Fiera

TrevisoToday è in caricamento