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Cronaca

Omicidio di Fiera, c'è la data dell'udienza preliminare

Il 6 ottobre prossimo dodici persone, accusate a vario titolo di omicidio volontario, duplice tentato omicidio, lesioni e minaccia compariranno davanti al gup Piera De Stefani. La Procura chiede per tutti il rinvio a giudizio

Il 6 ottobre, davanti al gup Piera De Stefani, si terrà l'udienza preliminare delle 12 persone accusate, a vario titolo, di omicidio volontario, concorso in omicidio, duplice tentato omicidi, lesioni personali aggravate e minaccia in relazione ai fatti che, lo scorso 12 ottobre, hanno portato all'assassinio di Regip Kolgeci, 52enne di origine kosovara ucciso davanti al bar "La Musa" di viale IV Novembre a Fiera.

Oltre ai kossovari Afrim Manxhuka, 51 anni (difeso dagli avvocati Mattia Visentin e Luigi Fadalti) e il nipote, il 32enne Valmir Gashi (difeso dall'avvocato Mario Serpico), si tratta dei cittadini kosovari Besim Maxhuka, 54 anni (difeso dall'avvocato Diego Casonato), del 35enne Leonard Gashi (difeso dall'avvocato Fabiana Ceschin), del 25enne Bardhyl Gashi (difeso dall'avvocato Paolo Bottoli), del 36enne Bedri Jakupi (difeso dall'avvocato Roberta Canal), del 22enne Amir Durguti (difeso dall'avvocato Alessandro Sartore Caleca) e del 23enne Labinot Sedju (difeso dall'avvocato Graziana Cenna). Poi compaiono il macedone 25enne Arlind Djambazoski (difeso dall'avvocato Vito Nicola Caprioli) e gli albanesi Sander Gjergji, 55enne (difeso dall'avvocato Lucia Crosato), del 35enn Martin Gjergjin (difeso dall'avvocato Silvia Corto) e del 28enne Fiqiret Mishi (difeso dall'avvocato Linda De Prisco).

Secondo le accuse formulate dal pubblico ministero Valeria Peruzzo a finire nel mirino dei dodici ci sarebbero stati non solo Ragip Kolgeci ma anche il figlio Kastriot, quest'ultimo colpevole di pretendere il pagamento di mezzo migliaio di euro da parte di Labinot Sedju, che secondo le indagini era una persona che godeva della protezione di Manxhuka e Valmir Gashi. Questi ultimi sarebbero tra l'altro gli organizzatori del "commando" e avrebbero predisposto il trasferimento in auto da casa di Manxhuka al bar di Fiera dove poi avvenne il fatto di sangue.

La morte di Kolgeci fu causata da un "shock emorragico conseguente a ferita penetrante con lesione della vena femorale e trauma cranico con sfondamento della volta". Il kosovaro sarebbe stato affrontato dal 51enne con la frase “Adesso ti dico chi sono io .... sei morto” proferita mentre aveva in mano il coltello con cui avrebbe sferrato il colpo mortale mentre Valmir Gashi lo avrebbe accoltellato al fianco e colpito in testa con un barra metallica.

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