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Attestato professionale falso, negozio di parrucchiere-estetista chiuso dal Nas

Il titolare aveva presentato anche un'autocertificazione riguardante il possesso dei requisiti professionali che è risultata fasulla. Sospesa dai militari, per le stesse motivazioni, anche l'attività di un negozio ad Ormelle

Lo scorso mese di gennaio, alla presentazione della Scia di inizio attività, aveva allegato un falso “attestato di qualifica professionale” oltre ad una autocertificazione, sempre falsa, riguardante il possesso dei requisiti professionali. E' a causa di queste gravi irregolarità che i carabinieri del nucleo Nas di Treviso hanno chiuso un'attività di parrucchiere-estetista nel quartiere trevigiano di Sant'Antonino. Il titolare, un cittadino di origini marocchine, è stato denunciato alla Procura di Treviso e i documenti falsi sono stati sottoposti a sequestro penale. Il sequestro amministrativo dell’intera struttura e delle relative strumentazioni ammonta complessivamente a 250mila euro. Il Comune ha già emesso una comunicazione di cessazione dell'attività. Per gli stessi motivi i militari hanno sospeso un negozio di parrucchiera ad Ormelle, denunciandone il titolare, un cittadino indiano che aveva presentato un attestato professionale falso che aveva scaricato dal web e compilato.

I controlli del Nas di Treviso, coordinati dal comandante Giuseppe Mercatali, rientrano in quelli svolti a livello nazionale per verificare la corretta erogazione delle prestazioni di medicina estetica. I controlli sono stati indirizzati a verificare l’idoneità tecnica dell’attrezzatura impiegata, la sussistenza dei requisiti igienico-strutturali e organizzativi, il possesso delle previste autorizzazioni, la presenza di qualifiche professionali, con particolare riguardo all’applicazione di filler, impianti cutanei ed altre procedure tra cui anche i trattamenti mediante il fattore di crescita PRP (plasma ricco di piastrine) per la biorivitalizzazione della pelle, tutte pratiche che per loro natura sono le più soggette ad essere eseguite abusivamente.

In Veneto sono state sanzionate due attività nel veneziano e una nel bellunese. Nei primi due casi a finire nei guai un centro wellness in cui era presente un estintore scarico e quindi inservibile in caso di incendio e un centro estetico in cui alcuni lavoratori erano senza mascherina. Nel bellunese il titolare di un centro estetico è stato multato perche non aveva esposti i suoi titoli professionali.

Giro di vite in tutta Italia

Ispezionate complessivamente 793 strutture, tra centri estetici e studi medici estetici, rilevando 110 obiettivi non conformi che hanno comportato il deferimento all’Autorità Giudiziaria di 33 titolari ed operatori, nonché la contestazione di sanzioni amministrative per € 187.000. I Carabinieri NAS hanno eseguito il sequestro/sospensione di 8 centri estetici e 3 studi medici/poliambulatori poiché abusivi e/o privi dei requisiti minimi per il funzionamento. Sequestrati 2 apparecchi elettromedicali e, presso studi di medicina estetica, 5 dispositivi per la centrifugazione del siero ematico poiché non autorizzati e/o utilizzati da personale privo di adeguata formazione, nonché 79 confezioni di medicinali e oltre 500 dispositivi medici (garze, siringhe, aghi sterili per tatuaggi ecc.) scaduti di validità e/o illecitamente detenuti. Sono stati accertati 41 illeciti penali, riconducibili all’esercizio abusivo della professione sanitaria, all’attivazione abusiva di ambulatori di medicina estetica, ad irregolarità nella gestione e detenzione dei farmaci poiché risultati scaduti, alla ricettazione di farmaci ad uso ospedaliero ed alla falsificazione di attestati professionali. Contestate ulteriori 86 sanzioni per inadempienze autorizzative e procedurali connesse con la mancata applicazione di Leggi Regionali e della normativa inerente l’attività di estetista.

Verifiche anche sui siti web

Le attività di controllo sono state estese anche al web al fine di verificare l’offerta in vendita e/o la pubblicità illegale di medicinali e dispositivi medici utilizzati abusivamente nel campo della “medicina estetica”. L’attività di monitoraggio on-line ha determinato l’oscuramento di 8 siti web. I siti web, tutti risultati ospitati su server esteri e con gestori anonimi facilmente raggiungibili dall’Italia, promuovevano, a fini estetici per trattamenti anti-aging, asseriti:
− medicinali a base di “tossina botulinica” soggetti a prescrizione medica obbligatoria, vendibili in farmacia da parte di farmacista abilitato ed utilizzabili solo sotto controllo di personale sanitario;
− dispositivi medici iniettabili per via sottocutanea (cd. filler) a base di “acido ialuronico”, risultati peraltro “sospesi” dal Ministero della Salute, anch’essi devoluti all’esclusivo impiego da parte di sanitari per il riempimento e la ricostruzione del seno e/o dei glutei;
− prodotti cosmetici con etichettatura irregolare.
 

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