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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Porta la madre al pronto soccorso e minaccia infermiera, finisce davanti al giudice

Una 51enne moglianese, si sarebbe rivolta in malo modo ad una operatrice sanitaria, dicendole: «Ti auguro che le tue bambine piangano al tuo capezzale e che tu crepi»

Era la vigilia di Natale del 2017 e M.T, una 51enne di Mogliano Veneto, si trovava al pronto soccorso già da parecchio tempo. All'ospedale di Treviso ci era arrivata con l'anziano madre, che lamentava problemi respiratori. Dopo circa 4 ore, non avendo notizie del genitore, avrebbe protestato vivacemente con una infermiera. I toni si sono probabilmente esacerbati ma non tanto quanto il 22 febbraio dell'anno successivo, quando attendendo la fine dell'operazione dell'anziana madre, M.T. avrebbe nuovamente attaccato briga con la sanitaria, arrivando a minacciarla. Questa è la storia che sta dietro al processo in un cui la 51enne (difesa dall'avvocato Giuseppe Basso) dovrà rispondere di minaccia. A trascinarla in Tribunale la stessa infermeria cui M.T. si sarebbe rivolta e che quella volta realizzò che era stato decisamente passato il segno. «Ti ricordi di me?» avrebbe detto l'imputata, che poi avrebbe affrontato l'infermiera a brutto muso: «Mia mamma - avrebbe proseguito - è sotto i ferri e ti auguro che le tue bambine piangano al tuo capezzale e che tu crepi. Se chi, ho già parlato con il direttore sanitario».

«In diverse occasioni - ha detto la presunta vittima, nel corso della sua deposizione svoltasi nel corso dell'udienza di oggi 18 luglio - i parenti delle persone portate in pronto soccorso alzano la vice con noi operatori sanitari. Del resto lo posso capire: hanno il marito, il padre o il figlio in condizioni difficili e indubbiamente la tensione sale complice la preoccupazione. Ma quello che è successo a me non ha veramente giustificazioni».

Il processo scaturisce da un'opposizione a un decreto penale di condanna, risalente al 2020, in cui M.T. era stata condannata al pagamento di 750 euro in sostituzione di dieci giorni di di reclusione. Ma la moglianese, probabilmente ritenendo di essere nel giusto, non ha pagato scegliendo la via del processo immediato

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