Cronaca

Eterne carenze nell’organico a più livelli: “Assunzioni subito!”

Con la raccolta firme parte la mobilitazione del personale Ulss 2, i sindacati: "Ferie arretrate, bloccate, permessi sospesi, richiami in servizio, così si regge la Sanità trevigiana"

TREVISO “Così non reggiamo più”. Questo il leitmotiv delle innumerevoli assemblee dei lavoratori dell’ULSS 2 svolte in queste settimane. Parte da domani una campagna di raccolta firme, rivolta a tutti i dipendenti della sanità, con la quale i Sindacati chiedono un piano straordinario di assunzioni in ULSS. Un fitto calendario di presidi e volantinaggio nel quale si darà spiegazione alla cittadinanza della reale situazione della sanità trevigiana, fino a portare, assieme ai lavoratori, le firme in Regione.

“Non solo il perdurante blocco totale delle assunzioni nei servizi amministrativi e tecnici sta mettendo in ginocchio la capacità di far fronte alle esigenze di normale funzionamento dell’Azienda Marca Trevigiana, ma – affermano unitariamente RSU e Sigle Sindacali - anche nell’area sanitaria le autorizzazioni ad assumere da parte della Regione sono totalmente insufficienti e si accompagnano a una farraginosa burocrazia che ritarda il reclutamento del personale quando ce n’è un immediato e assoluto bisogno. A rischio la capacità di garantire gli stessi livelli essenziali di assistenza. Infatti, le situazioni legate alla carenza di personale che parevano emergere solo in alcune aree sanitarie, quelle delle medicine, sono ormai la norma, anche nelle specialità”.

“La Regione Veneto - attaccano le Organizzazioni Sindacali - si compiace di essere quell’amministrazione che nel panorama nazionale garantisce i migliori servizi sanitari contenendone i costi celando le reali condizioni di servizi e organico, anche in quella Treviso presa tante volte a modello di efficienza. Registriamo interi reparti dove vige un perdurante blocco delle ferie dallo scorso settembre, dipendenti che hanno ferie montagne di ferie arretrate da anni e anche pari a più di un anno di lavoro, riposi compensativi - che corrispondono a straordinari e richiami in servizio nelle giornate libere - mai fruiti e nell’impossibilità di poterli utilizzare. Su questo si base l’efficienza del sistema - tuonano le Parti Sociali -. In particolare, nelle stesse aree mediche gli stessi standard assistenziali previsti con delibera regionale (almeno 190 minuti di assistenza per paziente) vengono disattesi”.

Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto da tempo un piano straordinario di assunzioni che ripristini le normali condizioni di lavoro e di vita dei dipendenti e il rispetto delle normative vigenti, degli orari, delle ferie e dei riposi. Nel desolante rimpallo di responsabilità l’ULSS è da anni che scarica il barile alla Regione, che non autorizza, che non dà risorse. “Crediamo – continuano le parti sociali – sia grave che, centralizzando ogni decisione, lo stesso ente, la Regione, che dovrebbe per primo far rispettare le normative e i contratti in materia di lavoro operi, invece, nel limitare le assunzioni e nel rallentare la possibilità di reclutamento del personale, mettendo, oltretutto a rischio l’eccellenza dei servizi, nonché la salute dei cittadini”.

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