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Cronaca

Prendono il reddito di cittadinanza senza averne diritto, venti persone indagate

Si tratta di cittadini rom residenti in Comune di Treviso e che avrebbero presentato false attenstazioni sulla loro condizione economiche. L'indagine, portata avanti dalla Procura di Treviso e condotta dalla squadra mobile, ha accertato che gli indagati avrebbero indebitamente percepito 150mila euro

Venti persone indagate, tutte di etnia rom, che avrebbero percepito 150 mila euro reddito di cittadinanza senza averne alcun diritto.  E' una inchiesta coordinata dal pubblico ministero Giulio Caprarola ad aver scoperchiato le carte di un vasto "imbroglio" sul sussidio che sarebbe finito a individui che truccavano le carte per risultare beneficiari del reddito di cittadinanza. Alla fine di ottobre la squadra mobile di Treviso ha svolto indagini in alcune abitazioni di nomadi a San Lazzaro e San Zeno, a Treviso. Venti in tutto gli indagati, di cui tredici per aver dichiarato il falso, ai fini proprio della percezione del reddito di cittadinanza e sette per avere redatto false attestazioni riguardanti la propria residenza.

A tutti i percettori di Rdc è stata sequestrato in via preventiva la carta di accredimento. La contestazioni, frutto di un grooso lavoro svolto dalla Polizia e dal'Inps, vanno dall'aver dichiarato il falso relativamente alla composizione del nucleo famigliare alla infedele dichiarazioni dei redditi. Un nomade, in particolare, avrebbe percepito il sussidio pur avendo, nel periodo compreso fra il 2018 e il 2021, svolto attività di compravendita di autoveicoli. Inoltre, per percepire il reddito di cittadinanza, alcuni individui hanno pianificato una serie di residenze fittizie per aggirare i controlli dell'istitio nazionale di previdenza sociale. Ad esempio, nel corso delle indagine, è emerso che un nucleo familiare, composto da madre, padre e figlio, aveva dichiarato tre residenze distinte, prendendo tre volte l'importo previsto.  

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