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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Video di insulti su Instagram alla polstrada: scattano le denunce

La Federazione Sindacale Polizia si è rivolta alla Procura di Treviso attraverso gli avvocati Luciano Meneghetti e Fabio Capraro: «Operatori lesi nel loro prestigio ed operatività»

Aveva pubblicato su Instagram un video in cui si apostrofavano pesantemente gli agenti della polizia di Treviso impegnati in un controllo. Quel post sui social aveva suscitato pesanti insulti e attacchi agli operatori oltre a pesanti polemiche. Qualche giorno fa la segreteria provinciale del sindacato di Polizia FSP (Federazione Sindacale Polizia), con l’assistenza degli avvocati Luciano Meneghetti e Fabio Capraro del Foro di Treviso, ha presentato, tramite il segretario Willy Garbujo, una denuncia alla Procura di Treviso a tutela degli operatori della Polizia di Stato, perchè lesi nel loro prestigio ed operatività da un video, diffuso in rete, "in cui si derideva la Polizia e si lanciavano false accuse ad alcuni poliziotti di Treviso per un controllo effettuato ad alcuni giovani in centro a Treviso". Insomma rischiano sia l'autore che chi ha commentato il post.

"Secondo il codice di procedura penale" si legge in un comunicato emesso da Fsp "che estende ai soggetti portatori dei cd. “interessi diffusi” i diritti e le facoltà attribuiti alla persona offesa dal reato, il sindacato è legittimato a denunciare i soggetti che, con la creazione, il montaggio ad hoc e la diffusione al pubblico del video sopradescritto, hanno violato più norme del codice penale, commettendo reati che ledono interessi ampi, la cui tutela è stata riconosciuta al sindacato di Polizia. La Costituzione riconosce, infatti, il sindacato come ente preposto alla tutela dei diritti di tutti i lavoratori, anche di quelli non iscritti e quindi di tutti i poliziotti. Pertanto, il sindacato di Polizia FSP ha deciso, in questo caso, considerata anche la sua gravità, di agire per la tutela dell’interesse collettivo dei lavoratori della Polizia di Stato, atteso che il video diffuso tocca interessi non patrimoniali, che si sostanziano nella lesione del loro prestigio e credibilità e nell’ostacolo al perseguimento dei fini istituzionali propri della Polizia di Stato".

"Il sindacato di Polizia FSP" continua la nota "con la denuncia ha segnalato tutta una serie di reati perseguibili d’ufficio ravvisabili nella condotta della creazione e diffusione pubblica del video in questione. Questo anche al fine di evidenziare come queste condotte di false accuse pubbliche all’operato delle Forze di Polizia diffuse con video sui social, che sono sempre più frequenti e che operano una sorta di “minaccia ed intimidazione” rivolta agli operatori di Polizia, possono essere il prodromo dell’eccitazione degli animi delle persone che visualizzano i video, con conseguenze pericolose per la sicurezza e l’ordine pubblico (tipo a esempio “banlieue” francesi o rivolte degli afroamericani negli Stati Uniti). La creazione e la diffusione di questi video sui social rappresenta, innanzitutto, pubblicizzazione di notizie false, esagerate e tendenziose, idonee a mettere in pericolo l’ordine pubblico. In questo video, in particolare, la notizia viene rappresentata in modo deformato, in maniera da far intendere ciò che non corrisponde alla realtà e in questo è chiara la sua tendenziosità".

"Le minacce ritorsive di denunce e la derisione dell’attività di polizia" conclude il comunicato "possono creare nelle persone che visualizzano questi video, sentimenti di odio contro le Forze dell’Ordine tali da determinare turbamento per l’ordine pubblico. Tali comportamenti di minaccia e disprezzo pubblico nei confronti della Polizia possono incidere anche sulla corretta funzionalità degli organi dello Stato, nonché sulla futura operatività della stessa Polizia di Stato nei confronti di soggetti “turbati” dalla visione del video e che possono avere in futuro atteggiamenti di ingiusta e pericolosa contrapposizione ai poliziotti nell’esercizio delle loro funzioni. Da qui la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di possibili altri gravi reati previsti dal codice penale, quali la minaccia e la violenza privata".

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