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Un controllo della polizia stradale

Un controllo della polizia stradale

Alcool, cinture di sicurezza e telefono: boom di multe dopo il lockdown

Il bilancio della polizia stradale di Treviso. Nel secondo semestre del 2020 numeri superiori allo stesso periodo del 2019 per infrazioni. Calano però sinistri e feriti con un -46,42% di incidenti mortali (15 lo scorso anno, ben 47 solo 10 anni fa)

Dopo il lockdown, tra l'8 marzo e il 4 maggio, gli automobilisti trevigiani sono stati davvero ben poco disciplinati: se nel primo semestre le limitazioni per gli spostamenti avevano ridotto incidenti e infrazioni, ben diversamente è andata nel secondo semestre, con numeri anche superiori rispetto allo stesso semestre del 2019. E' questo uno dei dati più sconcertanti che emerge dal bilancio della polizia stradale di Treviso. Sono notevolmente aumentati i controlli, soprattutto da giugno a dicembre, e le violazioni in questo periodo sono volate ad un +130% rispetto al primo semestre e ad un +62% se confrontato lo stesso semestre del 2019 (da 8.094 a 13.100 violazioni). Spicca il mancato uso delle cinture di sicurezza (+105% rispetto al primo semestre), l'alta velocità, uso del telefonino alla guida (+102%), abuso di alcool (6mila eseguiti con le dovute precauzione per il Covid-19 con un tasso di positività del 2,47%) o droghe, perfino il mancato uso del casco. In tutto il 2020 si è concluso con la contestazione di quasi 20mila sanzioni (19.968), ben superiori alle 16.627 dell'anno precedente.

La nota più lieta del 2020 è rappresentata certamente dal calo degli incidenti mortali (15 da 28 nel 2019) e degli incidenti (430, con un -28,46%) con una diminuzione significativa anche dei feriti, scesi del -29,75% rispetto all'anno precedente. Sono state tre le vittime durante il lockdown: si tratta di due persone che stavano provando, approfittando delle strade libere per le limitazioni, delle moto appena sistemate. Preoccupa che tra i 15 incidenti mortali ben 8 siano da ricondurre all'alcool e ben 9 su strade completamente deserte, 9 infine hanno coinvolto moto, biciclette o pedoni. Solo in un caso la causa è stata un malore: per tutti gli altri l'incidente è da addebitare a distrazioni o omissioni gravi che hanno riguardato l'abuso di alcool o la mancanza dell'uso di cinture di sicurezza. Troppo spesso quelle posteriori non vengono indossate dai passeggeri, con conseguenze spesso tragiche.

Importante l'impegno della polizia stradale di Treviso, dal febbraio scorso diretta dal nuovo comandante, Simone Morello, per quanto riguarda il trasporto delle merci pesanti: l'autotrasporto, mai fermatosi neppure tra marzo e maggio, ha visto un netto aumento del numero dei controlli, sia sui vettori nazionali (+48%) che su quelli stranieri (+83%).

Gli agenti della polstrada si sono distinti per importanti interventi non solo lungo le strade della Marca. Su tutti spicca un episodio dello scorso 21 maggio quando una pattuglia intervenne per salvare un 48enne che voleva togliersi la vita lungo l'autostrada A27, gettandosi dal viadotto del Fadalto. I poliziotti, notando l'auto ferma lungo la corsia di emergenza, si fermarono e scongiurarono la tragedia. Importante anche il supporto fornito dalla polstrada sia al trasporto del plasma per le cure Covid-19 dall'ospedale di Venezia a quello di Treviso e la staffetta, di supporto all'Arma dei carabinieri, per il trasferimento del vaccino.

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