Crac della North East Service, chiesti 9 anni di carcere per Compiano

Il pubblico ministero Massimo De Bortoli: «Fu bancarotta, non appropriazione indebita». La Procura di Treviso vuole anche la confisca di oltre 3 milioni e mezzo di euro

Per Luigi Compiano il pubblico ministero chiede 9 anni di carcere

Nove anni di reclusione e la confisca di oltre 3 milioni e mezzo di euro. Sono queste le richieste del pubblica ministero Massimo De Bortoli alla fine della requisitoria del caso di Luigi Compiano, l'ex patron della North East Service imputato a Treviso per il  crac da oltre 100 milioni di euro che coinvolse tutte le società del gruppo. Nella conclusioni la pubblica accusa ha chiesto la riqualificazione del capo di imputazione relativo all'appropriazione indebita in bancarotta per distrazione aggravata. Non luogo a procedere, per sopravvenuta prescrizione, dei capi d'accusa relativi ai reati tributari che vanno dall'anno d'imposta 2005 al 2009.

Compiano è accusato di aver sottratto 36 milioni di euro dai caveu in cui era conservato denaro liquido di soggetti come Ikea, la banca marocchina Attijariwafa, Veneto Banca, Intesa San Paolo, Unicredit, Mondialpol Service, Mondialpol Bergamo, Mondialpol Milano, Vedette Due, Ipermontebello spa, Coop Service e Zurich Insurance, tutti costituitisi come parte civile, per acquistare modelli di lusso di autoveicoli e natanti: 400 auto, 100 motociclette e 70 imbarcazioni. Il presidente della Nes avrebbe portato avanti il suo giochino molto facilmente per anni: banche e supermercati gli affidavano contanti per trasporto e custodia e lui ad ogni consegna avrebbe sottratto denaro, accumulando una fortuna. Il teatrino è andato avanti fino a quando due clienti della Nes, Veneto Banca e Intesa San Paolo, hanno chiesto di riavere i loro depositi, tra i 23 e i 40 milioni di euro. Li volevano cash e subito; invece in azienda sono stati trovati solo 29 assegni firmati da Compiano a titolo di garanzia e nessuna banconota. 

L'udienza è iniziata con la richiesta della difesa di effettuare una perizia psichiatrica sull'ex titolare della North East Service. «E' affetto da un disturbo ossessivo-compulsivo che lo porta a una tendenza patologica al collezionismo», era scritto nella consulenza di parte. Ma il Tribunale non l'ha accolta. Accurata invece la ricostruzione della vicenda da parte del pubblico ministero De Bortoli, una narrazione tutta tesa a giustificare perché si chieda di riqualificare l'appropriazione indebita in bancarotta per distrazione. Secondo l'ipotesi accusatoria infatti i 36 milioni di euro entrati in deposito nel caveu di Nes sarebbero stati prelevati da Compiano, che di quelle trasfusioni di liquidità avrebbe pure lasciato tracce evidenti documentando con una sorta di contabilità parallela l'ammontare di quanto si sarebbe messo direttamente in tasca.

Buste che arrivano direttamente alla sede di via Roma 20 a Villorba della società, che poi garantiva la restituzione di quei soldi con assegni che fanno riferimento ai conti correnti della North East Service. Per gli inquirenti quella è la prova che il denaro era entrato nel patrimonio nella disponibilità di Nes prima di passare nelle mani di Compiano, il quale quindi li avrebbe sottratti all'azienda di cui era il legale rappresentante.

Un caso classico di bancarotta per distrazione, che per la Procura, è  pacifico anche alla luce di alcune sentenze della Corte di Cassazione. Tanto più che, ha argomentato De Bortoli durante il dibattimento, è Nes stessa che garantisce rispetto ai prelievi di Compiano. E siccome quel denaro Compiano lo avrebbe  utilizzato solo in minima parte per le altre società, si sarebbe di fronte ad una distrazione che, nel caso specifico, avrebbe inferto un colpo letale agli equilibri finanziari della North East Service e sarebbe stata coperta da scritture contabili redatte in maniera tale da occultare i prelievi stessi

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