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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Cronaca

Evade dai domicilari per regalare dei fiori, lo "stalker gentiluomo" finisce ancora a processo

L'uomo, un 66enne, era stato prosciolto dall'accusa di atti persecutori in quanto incapace di intendere e volere al momento di commettere il reato, che sarebbe iniziato nel 2021 e avrebbe avuto come vittima la cassiera 24enne di un supermercato di Treviso. Il giudice ha deciso che anche in questo caso serve la consulenza dello psichiatra che con la sua perizia lo aveva fatto assolvere

A settembre dello scorso anno, quando era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, si era reso protagonista di una "evasione" per consegnare all'oggetto della sua venerazione (in realtà la donna che lo aveva denunciato e trascinato in tribunale con l'accusa di stalking) un mazzo di fiori. «Non è vero, stavo andando in farmacia» aveva detto lui per difendersi. Ma gli agenti di polizia lo avevano trovato a pochi metri dal supermercato, in viale IV Novembre, dove lavorava la sua "vittima". E, nuovamente arrestato, era finito in carcere. Oggi, 29 marzo, il 66enne, prosciolto dall'accusa di atti persecutori perché secondo una perizia sarebbe stato "incapace di intendere e volere" al momento della commissione dei fatti, si è ripresentato davanti al giudice Iuri De Biasi per rispondere del reato di evasione. Il pubblico ministero, nella requisitoria finale, ha chiesto la condanna a un anno di reclusione mentre il suo difensore (l'avvocato Salvatore Cianciafara) ha invocato l'assoluzione per incapacità. De Biasi ha disposto che lo psichiatra autore della prima relazione (il dottor Alberto Kirn) si pronunci anche su questa situazione, e cioè dica se il 66enne era o meno in possesso delle sue facoltà quando è finito in manette.

L'uomo, dopo il processo in cui è stato prosciolto, ha una misura di sicurezza che gli impone di non soggiornare a Treviso e che lo obbliga a sottoporsi ad un ciclo di cure presso il centro di salute mentale. Oggi si è presentato in aula accompagnato da tre amici, che si sono accomodati nelle seggiole presenti in aula e riservate al pubblico. «Non c'è niente da fare, lui ci ricasca sempre» ha detto scherzando uno degli "accompagnatori".

La vicenda racconta la storia di un anziano che si sarebbe invaghito di una giovane di 24 anni nei confronti della quale avrebbe nutrito una vera e propria venerazione.  «Sei mia - le scriveva - tu sei santa, sei mia moglie». E al giudice durante la deposizione in aula, aveva spiegato che lei è «una santa, una persona straordinaria, immacolata, speciale. Io non posso che adorarla, come dovrebbero fare tutti. Per me è come la Madonna». 

L’uomo, che sarebbe affetto da un grave disturbo bipolare ed era seguito dai servizi sociali della Usl 2, avrebbe iniziato a stalkerizzare la 24enne nel 2021. Alla cassa del supermercato si presentava anche cinque volte al giorno, solo per poterla vedere. Poi era passato alle frasi sdolcinate e agli omaggi floreali. Tutto fino al novembre del 2021 quando si era presentato sul luogo di lavoro della donna, aveva fatto la spesa e l’aveva nuovamente tediata. Ma lei a quel punto aveva chiamato una volante della Polizia facendolo finire in manette. 

In tribunale viene soprannominato "lo stalker gentiluomo" perché protagonista, durante una delle udienze  nel processo per stalking, di un divertente fuori programma: aveva fatto consegnare alla sua presunta vittima, che era in aula, una pianta e dei fiori. Perché, per quanto lo avesse denunciato, lei era sempre la sua "madonna".    
 

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