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Cronaca

Incendio alla Carrozzeria Roggia, in tre finiscono di fronte al giudice

E' iniziato oggi, lunedì 16 maggio, il processo per il rogo che, nel maggio del 2020, aveva semidistrutto l'attività di via Postioma a Treviso. Sul banco degli accusati siedono il mandante, Siro Girardi, 47enne incensurato di Treviso, il 72enne Bruno Tommasini, veneziano ex esponente della Mala del Brenta ed Emilio Foccardi, 57enne, anche questo incensurato e residente nel capoluogo. L'esecutore materiale, il 38enne Jonathan Causin, è già stato condannato a tre anni in abbreviato

E' iniziato oggi il processo per il rogo alla carrozzeria Roggia di via Postumia a Treviso, avvenuto nel maggio del 2020. Per l'incendio doloso sono finiti dinanzi al giudice Leonardo Bianco il mandante, Siro Girardi, 47enne incensurato di Treviso, il 72enne Bruno Tommasini, veneziano ex esponente della Mala del Brenta ed Emilio Foccardi, 57enne, anche questo incensurato e residente nel capoluogo, che avrebbe appoggiato Girardi come intermediario nell'organizzazione del rogo. L'esecutore materiale, il 38enne di Quarto d'Altino (Venezia) Jonathan Causin, già con vari precedenti alle spalle, era stato invece condannato a tre anni di reclusione, con il rito abbreviato, lo scorso settembre.

Causin, pochi giorni dopo i fatti,  aveva rilasciato delle dichiarazioni spontanee nelle quali aveva individuato in un Roberto la persona che aveva trovato i giusti contatti per portare a termine l'azione criminosa. Il 38enne avrebbe comunque agito con la collaborazione di una donna, ad oggi ancora non identificata e per questo ancora a piede libero.

Causin era stato incastrato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, da cui si era notata la sua auto in fuga, e dal segnale del cellulare che aveva utilizzato la notte del reato e che aveva intestato ad un prestanome. In questo modo gli investigatori erano così riusciti a capire i movimenti del 38enne che, dopo aver appiccato il rogo che aveva devastato la carrozzeria Roggia, aveva raggiunto il parcheggio del noto pub Colonial Inn di Silea per abbandonare gli abiti utilizzati durante il raid incendiario, oltre a inneschi fatti con dei rotoli di carta da cucina, una tanica e dell'alcool.

Inoltre, analizzando il traffico dati dello smartphone del piromane, le forze dell'ordine erano anche riuscite ad identificare l'uomo che gli aveva commissionato il colpo, per un prezzo di circa 3mila euro. Il rogo sarebbe stato una idea di Girardi, diviso dal proprietario della Carrozzeria, Emilio Bettiol, a causa di dissapori legati al suo recente divorzio dalla figlia del titolare dell'attività.

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