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Cronaca

Omicidio Joco Durdevic, le figlie della vittima scoppiano in lacrime

E' stata una udienza piena di tensione quella di oggi, 17 ottobre, nel processo al presunto omicida Branko Durdevic, 37enne accusato di aver sparato per uccidere

Non c'è stata la possibilità, in prima battuta, di riscostruire la traiettoria dei proiettili che comunque sarebbero stati sparati dalla finestra del bagno. Questo quanto emerso oggi nel corso dell'udienza del processo a Branko Durdevic, il 37enne rom accusato dell'omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, di Domenico "Joco" Durdevic, il 52enne ucciso con un colpo di pistola calibro 9,21, l'8 febbraio del 2021 a Borgo Capriolo, nel quartiere di Santa Bona a Treviso. Branko è anche accusato di porto d'armi illegale e dei tre tentati omicidi, aggravati dalla premeditazione, del genero della vittima, Giampiero Petricciolo, e di Vera Olah e Samantha Durdevic, che erano le figlie di Domenico. Decisiva sarà quindi la prossima volta che si tornerà in aula: quello infatti il momento in cui saranno resi noti i risultati della perizia balistica in cui sarà chiaro se il 37enne ha sparato con la volontà di uccidere o sei i colpi, come sostiene la difesa (affidata al'avvocato Alessandra Nava) abbiano centrato Joco di rimbalzo.

Quella di oggi, 17 ottobre, è stata una udienza carica di tensione. Sul banco dei testimoni è infatti salito uno dei responsabili della polizia scientifica che ha effettuato i primi rilievi e nel corso del processo sono state mostrate alcune foto del luogo in cui Domenico Durdevic fu ritrovato ferito a morte. Scena che ha provocato la reazione di Vera Olah e Samantha, le figlie di "Joco", che hanno ceduto all'emozione uscendo dall'aula in lacrime.

Secondo i primi rilievi della scientifica non c'è stato modo di disegnare le traiettorie dei proiettili sparati in direzione di Domenico, di cui uno ha centrato il capoclan rom dietro alla testa. Per il pubblico ministero Gabriella Cama Branko Durdevic voleva uccidere. Quel giorno di febbraio Joco Durdevic e gli altri tre arrivano sotto casa dell'uomo e avrebbero richiamato l'attenzione Branko. Il 52enne gli chiede di poter vedere la piccola che sta con la madre all'estero ma successivamente la discussione si sarebbe allargata alle altre figlie di Riccardo (di cui è stata ammessa la testimonianza per quanto l'uomo sia atteso, nel novembre prossimo, dall'udienza preliminare in cui deve rispondere di maltrattamenti proprio nei confronti della ex moglie), che stavano invece con il nonno. 

Branko, che era da poco uscito di galera, a quel punto sale al primo piano della casa ed estrae la pistola, una Glock calibro 9 e 21. Poi avrebbe sparato alcuni colpi diretti contro contro lo "zio", il cognato di questo e le due donne. Uno dei proiettili, probabilmente il secondo partito dalla pistola, centra il 52enne alla nuca. Domenico Durdevic morirà per le ferite dopo tre settimane di agonia. 

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