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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Truffa del "cuore artificiale", tutti condannati i cinque finiti alla sbarra

Due anni e otto mila euro di multa sono stati inflitti a Luciano Bianchin, 58enne di Crocetta del Montello, 1 anno e 4.000 mila euro di multa per Luca Padovan, 31enne di Conegliano, Alessandro Pavan, anche lui 31enne di Montebelluna e Riccardo Barcolari, 27enne di Venezia mentre Igor Sarcinelli, 39enne di Spilimbergo, ha ricevuto 6 mesi e 2.500 euro di multa. Erano accusati di truffa (ma sono stati assolti) e abusivismo nell'esercizio dell'attività di promotore finanziario

Cinque anni e sei mesi e 22 mila e 500 euro di multa, oltre al risarcimento - in solido - del 30% del capitale investito dalle vittime. E' questa la condanna inflitta oggi, 12 dicembre, nel processo per la cosiddetta truffa del "cuore artificiale", la raccolta di denaro che avrebbe dovuto essere finalizzata ad una ricerca sperimentale per un muscolo cardiaco fatto in laboratorio ma che si sarebbe in realtà dimostrato un panzana. Due anni e otto mila euro di multa sono stati inflitti (per il solo abusivismo nell'esercizio dell'attività di promotore finanziario) a Luciano Bianchin, 58enne di Crocetta del Montello, 1 anno e 4.000 mila euro di multa per Luca Padovan, 31enne di Conegliano, Alessandro Pavan, anche lui 31enne di Montebelluna e Riccardo Barcolari, 27enne di Venezia mentre Igor Sarcinelli, 39enne di Spilimbergo, ha ricevuto 6 mesi e 2.500 euro di multa.   

A molti di quelli che hanno dato il proprio denaro credendo alle lusighe dei cinque non solo non sarebbero stati versati gli interessi, che venivano presentati in maniera allettante, ma al momento delle denunce, relative al periodo tra il 2018 e il 2019, non sarebbe stato restituito neppure il capitale originariamente versato. Gli imputati dovevano  tutti rispondere di truffa e abusivismo nell'esercizio dell'attività di promotore finanziario.

Bianchin, Padovan, Pavan, Barcolari e Sarcinelli avrebbero proposto ad almeno 12 persone (che si sono costituite come parti civili) di investire nell'attività di ricerca scientifica della Ellebi Fin Llc, una società con sede nel Delaware. In molti casi, prendendo in giro anche i conoscenti, avrebbero raggranellato la bellezza di 240 mila euro, più altri soldi che sarebbero stati versati sotto forma di assicurazione. Ai malcapitati che hanno creduto alla bontà dell'iniziativa promettevano interessi da capogiro, il 10% il primo anno anno, il 20% il secondo e il 30% il terzo, ma le cifre messe sul piatto hanno faticato ad arrivare e quando sono state saldate la liquidazione è avvenuta a fronte della minaccia legale. E comunque mai tutta.

Per la maggior parte il capitale originale è rimasto una chimera e tutt'oggi, a fronte delle intimazioni alla sua restituzione, arrivano mail che spiegano come vi sia solo un piccolo ritardo e che presto i soldi arriveranno. Per la Procura di Treviso non si sarebbe trattato comunque di dazioni liberali, quanto piuttosto di un investimento a cui la parti offese venivano sollecitate. Ma nessuna delle persone imputate  avrebbe ottenuto la regolare iscrizione all'albo. 
 

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