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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

Crac Veneto Banca, Vincenzo Consoli condannato a quattro anni di reclusione

L'ex amministratore delegato dell'istituto di credito montebellunese era accusato dalla Procura della Repubblica di Treviso di ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto, oltre al reato di aggiotaggio che però è finito in prescrizione

L'ex amministratore delegato di Veneto Banca Vincenzo Consoli è stato condannato a 4 anni di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. A pronunciare la sentenza è stato il collegio dei giudici del Tribunale di Treviso, formato da Umberto Donà,  Alberto Fraccalvieri e Carlotta Brusegan. All'imputato sono state riconosciute le attenuanti generiche equivalenti all'aggrevante. E' stata inoltre disposta la confisca (che scatterà solo quando la sentenza sarà passata in giudicato e avrà percorso tutti e tre i gradi di giudizio) di 221 milioni di euro dal patrimonio personale. Alle parti civili - Banca d'Italia, Consob e circa 600 risparmiatori - è stata riconosciuta una previsionale pari a, nell'ordine, 150 mila e 75 mila euro e il 5% delle perdite accusate fino ad un massimo di 20 mila euro, oltre al pagamento delle spese legali. Il risarcimento completo dei danni viene rinviato a un distinto procedimento civile.

Vincenzo Consoli, per il quale è stata pronunciato il non luogo a procedere per il reato di aggiotaggio finito in prescrizione lo scorso ottobre,  era accusato dalla Procura della Repubblica di ostacolo alla vigilanza e falso in prospetto in relazione al crac dell'istituto di credito montebellunese, liquidato e passato a Intesa Sanpaolo nel giugno del 2017. I pubblici ministeri Massimo De Bortoli e Gabriella Cama avevano chiesto, il 20 gennaio scorso, una pena a sei anni di reclusione, ritenendo le circostanze aggravanti prevalenti sulle attenuanti per la scarsa collaborazione all'accertamento della verità. La sentenza arriva al termine di un processo durato 10 mesi e con oltre 150 testimoni sentiti.

Il legale di Consoli, l'avvocato Ermenegildo Costabile, ha detto che «si tratta di una sanzione così bassa con un significato particolare e potrebbe essere una soluzione di compromesso, ma non ci appaga». «In appello - ha concluso - avremo qualche soddisfazione in più».

«Siamo felici - ha detto il pubblico ministero Massimo De Bortoli - perchè la Corte ha accolto in pieno e condiviso il nostro impianto accusatorio. E' una sentenza che rappresenta anche un grande soddisfazione personale sotto il profilo professionale".

Il reato di falso in prospetto andrà comunque in prescrizione alla fine del mese di febbraio, per cui non arriverà mai in Corte d'Appello. Per quanto riguarda l'ostacolo alla viglianza i tempi sono strettissimi, in quanto si prescriverà ad agosto del prossimo anno. 

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