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370 parti civili sono state escluse dal processo a Veneto Banca

370 parti civili sono state escluse dal processo a Veneto Banca

Veneto Banca, il processo perde 370 parti civili

Sono i risparmiatori che, nel 2017, hanno accettato l'accordo transattivo per i risarcimenti. I giudici hanno inoltre deciso che il procedimento resterà a Treviso e non sarà trasferito a Trento

Il processo a Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato ed ex direttore generale di Veneto Banca, alla sbarra per i reati di ostacolo alla vigilanza, aggiotaggio e falso in prospetto, perde 370 delle parti civili costituite. Sono i risparmiatori che, nel 2017, avevano sottoscritto con l'istituto di credito una transazione "tombale" che li vedeva risarciti con il 15% del valore di quanto perduto nel crac della ex popolare.

E' questa una delle novità emerse nel corso dell'udienza di oggi, lunedì 3 maggio. Inoltre la corte, composta dai giudici Umberto Donà, Alberto Fraccalvieri Carlotta Brisegan, ha deciso che il processo rimarrà a Treviso. Il collegio ha infatti respinto l'eccezione di Ermenegildo Costabile, l'avvocato difensore del 72enne Consoli, oggi presente in aula, relativa allo spostamento a Trento del dibattimento per la presenza, fra i i risparmiatori di Veneto Banca, di due magistrati -  un giudice e un pubblico ministero onorario - impegnati presso la Procura di Venezia.

I giudici, oltre a non ammettere neppure l'eccezione riguardante l'indeterminatezza dei capi di imputazione e a decretare l'assoluta inconsistenza di quella relativa alla mancata presenza del legale dell'imputato a una delle udienze preliminari (la prima, causa Covid, in cui Costabile non aveva nominato un sostituto) ha stabilito che le parti civili rimanenti possano validamente costituirsi solo per quello che riguarda i reati di aggiotaggio e falso in prospetto, escludendo il reato di ostacolo alla vigilanza, che riguarda solo gli organi di controllo, ovvero Banca d'Italia e Consob.

Infine è sfumato ogni possibilità per gli azionisti e i titolari di obbligazioni subordinate di essere eventualmente risarciti da Intesa San Paolo, il colosso bancario che ha rilevato arte delle attività di Veneto Banca. Come già deciso dal gup di Treviso Gianluigi Zulian nel corso dell'udienza preliminare, i giudici del collegio hanno detto "no" all'ingresso della banca come responsabile civile

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