Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Veneto Banca, il rischio prescrizione dovuto alle lungaggini dell'indagine

E' questa la tesi di Ermenegildo Costabile, difensore di Vincenzo Consoli, imputato per i reati di aggiotaggio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza

Non sono le carenze di personale, soprattutto giudici, a mettere a rischio il processo che vede Vincenzo Consoli, ex amminisratore delegato di Veneto Banca, accusato di aggiotaggio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza, ma semmai le lungaggini delle indagini, avviate nel 2013 e poi passate per competenza da Roma a Treviso, dove la carte sono rimaste ferme dal 10 aprile 2018 al 22 luglio 2019, data in cui è stato richiesto il rinvio a giudizio. E' questa la tesi del difensore di Consoli, l'avvocato Ermenegildo Costabile, di fronte alla richiesta di alcune delle parti civili, respinta dal presidente del collegio giudicante Umberto Donà, di fissare più udienze per sfuggire alla tagliola della prescrizione, che incombe sull'aggiotaggio e falso in bilancio. «Non ci sono i giudici per farlo» è stata in sintesi la risposta di Donà.

«Bisognerebbe - spiega Luigi Fadalti, uno degli avvocati che rappresentano i risparmiatori di Veneto Banca costituitisi parte civile - fermare l'intera attività del monocratico, cosa che è ovviamente impossibile. Il lavoro dei giudici del Tribunale non è solo fissare e presiedere alle udienze ma anche scrivere le sentenze. Si assisterebbe ad una paralisi della giustizia. In fin dei conti rimaniamo convinti che la "madre di tutte le battaglie" sia il procedimento per la bancarotta. Anche le truffe, che sono arrivate a fine indagini, partono in ritardo e saranno quasi tutte prescritte».

«Gli avvocati delle delle parti civili, che sono “parti eventuali” - dice invece l'avvocato Constabile -  pretenderebbero un sacrificio del diritto dell’imputato ad un’attenta istruttoria dibattimentale in nome dell’incombenza della prescrizione dei reati in relazione ai quali vanterebbero pretese risarcitorie e dell’asserita gravità del processo e del relativo allarme sociale. Ma io dico che non si è mai visto un processo andare avanti in maniera tanto spedita, al punto da ledere il diritto alla difesa».

«La preoccupazione - continua Costabile - più correttamente deve essere rivolta al compiuto accertamento della verità processuale da parte del Giudice, non alla fretta dell’esercizio di una giustizia sommaria, questo sì che dovrebbe destare allarme sociale. La ragionevole durata non si traduce in “breve durata” ma in “durata necessaria per il rigoroso accertamento dell’ipotesi di accusa, senza lasciare spazi a tempi superflui in pregiudizio dell’accusato”.

Proprio alcuni giorni fa, un legale di parte civile al processo contro Consoli, l'avvocato Franco Moretti del foro di Roma, ha preso in mano carta e penna e ha scritto al ministro della giustizia Marta Cartabia per segnalare la richiesta al tribunale di Treviso di ulteriori udienze e per scongiurare l'imminente prescrizione. L'aggiotaggio si prescriverà il 26 ottobre mentre per il falso in prospetto la mannaia che metterà fine a questa parte del dibattimento ci sarà il 25 dicembre prossimo.

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