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Cronaca

Sentenza Barzan, il padre di Giorgia: «Gravissimo che lo stupro non sia stato riconosciuto»

La Procura presenterà ricorso in appello. Secondo i magistrati trevigiani una serie di elementi farebbero propendere per un incidente frutto di una azione dolosa. Intanto il padre dell'ex del 23enne attacca il dispositivo del gup

«Leggeremo con attenzione le motivazioni della sentenza, poi valuteremo approfonditamente se fare un ricorso alla Corte d'Appello. Secondo noi quella sera il comportamento di Barzan era ispirato dal dolo». La Procura pensa già  al ricorso contro il giudizio di primo grado del processo a Christian Barzan, il giovane 25enne di Quinto che il 7 giugno del 2019, a Povegliano, andò a sbattere con la sua Alfa Mito contro la Yaris con alla guida Giuseppina Lo Brutto, 62enne ex dipendente della Provincia. La donna morì sul colpo mentre il marito, Flavio Cagnato, seduto sul lato del passeggero, rimase seriamente ferito. Con Barzan c'era  la sua ex fidanzata Giorgia Biglieri, che subito lo accusò di essersi schiantato apposta, oltre che della violenza sessuale avvenuta la stessa sera e di stalking.

Per il gup Piera De Stefani però la manovra che portò al frontale non fu volontaria (per lo stalking e la violenza sessuale il "fatto non sussiste") e così l'omicidio volontario della Lo Brutto e il duplice tentato omicidio di Cagnato e della Biglieri sono stati riqualificati in omicidio stradale, per cui Barzan è stato condannato a 3 anni e 3 mesi.

Il Procuratore facente funzioni Massimo De Bortoli spiega che l'ultima parola toccherà ovviamente al pubblico ministero titolare del fascicolo ma che ci sono gli elementi per giocarsi la carta del ricorso. «Vediamo cosa scriverà il giudice - dice - di certo ci sono alcune circostanze che non possono non far riflettere. In particolare con riguardo alla dinamica del sinistro: l'assenza di segni di frenata, il fatto che l'imputato non indossasse le cinture, le dichiarazioni dei testimoni e quelle parole di Barzan, immediatamente successive allo scontro fra le due auto, secondo cui il ragazzo voleva morire. Tutte convergenti verso il fatto doloso».

«La perizia della Procura - conclude De Bortoli - non dice altro se non che l'esame cinematico e dinamico dell'evento non fa emergere elementi tecnici che siano sufficienti per evidenziare un profilo di volontarietà del sinistro e che quindi si propende per l'ipotesi secondo cui il frontale è da ritenere esclusivamente ascrivibile alla avventata e distratta condotta di guida. Ma, lo ripeto, ci sono elementi che fanno pensare l'esatto opposto».

«C'è poco da dire, giustizia non è stata fatta. Mi dispiace per la vittima ma soprattutto per mia figlia, che non stata creduta». Questo è invece il commento di  Dario Biglieri, il papà di Giorgia, l’ex fidanzata di Cristian Barzan. 

 «Non hanno voluto ascoltare Giorgia - dice - e questo nonostante le prove. Mia figlia non sta bene, tutta la famiglia è veramente afflitta, non era questa la situazione che avremmo voluto. Lei è innocente ma la giustizia è stata pari a zero». E rincara la dose: «La violenza sulle donne può essere tranquillamente perpetrata... tranquillamente. E' gravissimo che lo stupro non sia stato riconosciuto, non solo per la mia figlia ma anche per tutte le donne che l'hanno subita e la subiranno e avranno contro degli avvocati che la vorranno far passare come qualche cosa di voluto, come è successo a Giorgia».

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