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Venerdì, 30 Settembre 2022
Cronaca

Sfruttamento della prostituzione in internet, dodici persone finiscono davanti ai giudici

Si tratta dei proprietari di portali web "dedicati" alla escort e dei loro collaboratori. L'indagine è partita a Udine nel 2010 quando fu arrestato il "killer della balestra", reo confesso dell'omicidio di due lucciole

Tutto era cominciato nel 2010 quando gli inquirenti di Udine arrestarono Ramon Berloso, il 35enne goriziano - poi morto suicida in carcere- noto come il “killer della balestra”, responsabile dell’omicidio di due prostitute. L'assassino reo confesso di Diana Alexiu, 24 anni, originaria di Costanza, in Romania, e di Ilenia Vecchiato, 28 anni, agganciava le sue vittime su siti internet che pubblicizzavano escort. Una sera avrebbe inseguito anche una terza "passeggiatrice" che però era riescita ad allertare le forze dell'ordine e che, aveva raccontato, adescava i clienti proprio anche attraverso portali del web.

Così gli investigatori avevano cominicato a indagare sui titolari dei siti e il loro collaboratori, intemediari e fotografi, scoprendo una rete di rete di annunci "hot". Ne seguì una maxi retata che scoperchiò un giro di sesso a pagamento tra Treviso, Conegliano, Udine, Mestre, Padova, Belluno e Pavia. Sono dodici gli imputati comparsi quest'oggi in Tribunale a Treviso (dove era stato trasferito per competenza territoriale) nel processo, iniziato nel 2016, che li vede tutti accusati di  favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

L'inchiesta, nata dall'operazione "Duracell" della Procura di Udine, ha coinvolto oltre una ventina di persone, alcune delle quali hanno già patteggiato nel 2012. Facendosi pagare le inserzioni "a luci rosse", avrebbero sfruttato l’attività di almeno 32 squillo. Le ragazze - tra cui protagoniste di reality, casalinghe, la maggior parte donne disoccupate - facevano le proposte via web e sempre grazie a internet venivano contattate dai clienti.

 A finire nell'occhio del ciclone furono quattro siti internet "a luci rosse", tra i quali  best-annunci, ancora visibile sul web con l'estensione "it" invece che "com". Ogni due settimane i dodici avrebbero ricevuto dalle lucciole 120 euro per la pubblicità che le ragazze mettevano in vetrina.
 

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